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Acqua: un metro cubo d’acqua costa più di un metro cubo di gas

acquedotto   A 20 anni dall’introduzione della legge Galli, il sistema idrico in Italia fa acqua da tutte le parti. Durante l’ultima conferenza nazionale sul tema, indetta dall’Autorità dell’energia elettrica e servizio idrico integrato, a cui ha partecipato anche Codici, è stato rilevato come il costo dell’acqua superi quello del gas: a parità di quantità, un metro cubo, l’acqua costa ben 2 euro mentre il gas solo 90 centesimi. Ciò nonostante la stessa legge Galli avesse come obiettivo quello di ridurre le spese di esercizio della rete idrica, ottimizzare la sua gestione e soprattutto alleggerire il peso della bolletta. Il prezzo del gas, poi, è per il 50% da ricondurre a varie accise. La vera questione è che il servizio idrico è inefficiente in molti ambiti territoriali: assistiamo da anni alla cristallizzazione del management e al perpetrarsi della cattiva abitudine di legare la nomina dei vertici alla spartizione politica. “Appare così molto strano – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali Codici – come i gestori del servizio idrico continuino a lamentare una carenza di risorse nonostante i ricavi siano così elevati”. Nell’ambito della conferenza di oggi, l’Associazione ha ribadito la sua contrarietà a questa situazione avanzando alcune proposte: • la possibilità di creare un unico gestore di rete del servizio idrico, mutuando l’esempio di ciò che è stato fatto nel settore elettrico (vedi l’esempio Terna) • la gestione degli ambiti territoriali in capo a un gestore efficiente insieme alla separazione della misurazione del consumo tramite i contatori dalla gestione ordinaria Soprattutto in quest’ultimo caso, Codici è stata costretta a denunciare le segnalazioni dei consumatori che hanno ricevuto fatture dagli importi gonfiati e conguagli stratosferici. Sempre durante la conferenza, l’Associazione ha avuto l’occasione di presentare due richieste all’indirizzo dell’Autorità: • aumentare le politiche in favore delle rinnovabili, compreso l’efficientamento della gestione delle acque reflue e piovane • istituire un registro pubblico delle lobby • porre un freno ai gestori che fanno ricorso alla riscossione delle partite pregresse mediante ruoli anche nel settore idrico così come avviene in ambito fiscale. Articolo redatto da Help Consumatori Sei il lettore Numero: contatori
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