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Alcoltest: guida ubriaco ma viene assolto perché il fatto non sussiste

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La guida in stato di ebbrezza è molto pericolosa, esistono ormai centinaia di studi che dimostrano come un automobilista sotto l’effetto dell’alcol attui comportamenti pericolosi per se e per gli altri e come distorta sia la realtà per chi si mette al posto di guida ubriaco o appena brillo. E’ dunque giusto e sacrosanto punire coloro che, trasgredendo i limiti imposti per legge, guidino sotto l’effetto dell’alcol. Ma è altrettanto sbagliato essere puniti solo perché l’apparecchio in mano alle Forze dell’Ordine, l’alcoltest, rilevi un tasso alcolemico del sangue errato rispetto alla realtà. E quanto avvenuto ad un automobilista di Milano prima punito per guida in stato di ebbrezza e successivamente assolto perché il fatto non sussiste, in quanto l’alcoltest aveva dato una falsa positività.

Un automobilista alla guida della propria auto era stato infatti fermato per le vie del capoluogo lombardo da una pattuglia dei Carabinieri che, insospettiti dagli occhi lucidi del conducente e a loro dire dall’alito vinoso dello stesso, lo sottoponevano ad alcoltest. I risultati desunti dall’apparecchiatura in effetti erano allarmanti, visto che l’uomo alla guida aveva fatto evidenziare un tasso alcolemico ben oltre la soglia consentita, 0,5 grammi per litro di sangue ed invece i valori riscontrati sull’automobilista erano di 1,15 e alla seconda prova addirittura 1,17 g/l. Certi che l’uomo fosse reduce da una notte trascorsa fra la movida milanese, per lui scattano i provvedimenti del caso, fino a quando non si riesce a provare che l’alcoltest ha rilevato dei valori del tutto errati a causa del freddo e dell’umidità di quella mattina che ne hanno alterato il normale funzionamento.

Secondo la difesa affidata ad una consulente tossicologa forense, infatti, il funzionamento dell’alcoltest sarebbe risultato alterato da particolari situazioni climatiche avverse, come erano quelle in cui il conducente fu fermato dai Carabinieri. Situazione questa che si evince bene anche dal libretto delle istruzioni dell’apparecchio in uso alle Forze dell’Ordine. Nello specifico la rilevazione fu fatta alle prime ore del mattino con una temperatura di -3 gradi C e un tasso di umidità pari al 98%. Lo stesso produttore di apparecchiature di alcoltest avverte che gli esiti della strumentazione sono validi e affidabili quando la temperatura esterna sia compresa fra 0 e 40 gradi e il tasso di umidità compreso tra il 30 e il 90%, se variano questi parametri la misurazione del soggetto che si sottopone all’alcoltest risulta modificata e nello specifico aumentata. Poichè i militari riferivano che il conducente presentava occhi lucidi e alito vinoso, la difesa ha concluso che basta uno stato febbrile in atto e una piccola quantità di alcol assunta pur al di sotto del tasso consentito o un semplice rigurgito, per rendere possibili le situazioni riscontrate dai Carabinieri durante il controllo.

A seguito di tutto ciò, con Sentenza n. 8463/2015, il Tribunale di Milano, ottava sezione penale, ha assolto definitivamente l’uomo ingiustamente accusato di guida in stato di ebbrezza.

Fonte: Studio Cataldi

Giuliano



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