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Buste ecologiche: troppo care

Era ora, anche in Italia ci si è adeguati ai sacchetti ecologici in sostituzione di quelli di plastica. Una soluzione questa che, pur dovendo giungere prima è invece arrivata con un ritardo di almeno un anno e se consideriamo che per smaltire un sacchetto occorrono duecento anni e se pensiamo anche che ogni italiano ogni anno consuma 300 sacchetti all’anno, al punto che dei cento miliardi di sacchetti importati dall’Europa almeno 25 miliardi di pezzi sono i nostri, si capisce che bel disastro abbiamo fino adesso arrecato all’ambiente. Tuttavia, visto che oltretutto non stiamo vivendo un periodo del tutto florido, economicamente parlando, ci si chiede se la soluzione, giusta da un punto di vista ambientale di ricorrere alle buste ecologiche, non gravi troppo sulle nostre tasche. Secondo il Movimento dei Consumatori di San Severo, si, visto che ogni busta incide per almeno 10 centesimi. Un costo troppo altro, secondo l'Associazione dei consumatori, che denuncia "una vera e propria speculazione a danno dei consumatori". Il Presidente provinciale del Movimento Consumatori di San Severo, Bruno Maizzi, invita gli utenti ad essere oculati ed accorti, ed a rispondere con fermezza e determinazione alle vessazioni dei commercianti scorretti. "I commercianti speculino pure come credono, ma è bene che sappiano che il consumatore è oggi un cittadino consapevole e informato e che, di fronte, alla mera speculazione, non solo può portarsi la borsa di tela da casa e/o il comodo carrellino, ma decidere, anche e sopratutto, di fare la sua spesa altrove, e non in quelli esercizi commerciali che assumono comportamenti scorretti e/o poco consoni". Di cosa sono fatti questi sacchetti ecologici? Lo spiega la dott.ssa Miracapillo, Presidente Regionale del Movimento Consumatori Puglia: "La bio-plastica ovvero il mater-bi di cui sono fatti i nuovi sacchetti, è un materiale a più ampio uso. Sono fatti in mater-bi anche posate, teloni per usi agricoli, pacciamature per ortaggi, vaschette per uso alimentare ( in sostituzione del polistirolo) pannolini etc... L'uso di questi materiali è un enorme vantaggio per l'ambiente. Essendo un materiale derivato dal mais, può entrare senza problemi nei processi di compostaggio diventando humus, insieme alle frazioni umide di derivazione vegetale". Resta il problema dello smaltimento delle scorte di vecchie buste di plastica che si hanno ancora in casa. La Coldiretti ha pensato di divulgare un piccolo manuale, che nei prossimi giorni sarà diffuso in Lombardia e poi in tutta Italia, attraverso i farmers' market e negli spacci delle aziende agricole di Coldiretti-Campagna Amica. Il libretto, conterrà alcuni consigli e regole per sopravvivere senza la plastica, tra cui:
  • cercare nei cassetti o negli armadi delle borse in tessuto che non si usano più..., vanno benissimo per contenere la spesa;
  • per gli acquisti quotidiani sono adatte anche delle vecchie borse di paglia o quelle che si usano in spiaggia;
  • meglio dividere la spesa in due o più contenitori perché più leggeri e più pratici da trasportare, manovra utile soprattutto per quelli in mater-B che così resistono meglio;
  • riutilizzare più volte le "vecchie" buste di plasticai evitando di sovra caricarle affinché resistono più a lungo... ed una volta rotte, metterle nell'apposito contenitore della raccolta differenziata;
  • riutilizzare le vecchie scatole di cartone formato carrello da supermercato, rinforzarne il fondo e gli angoli con del nastro adesivo da imballaggio e usarle per la spesa;
  • riprendere a riutilizzare i vecchi e comodi carrellini "trolley" per riporre l'intera spesa quotidiana.
Giuliano Marchese Fonte: Help Consumatori
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