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Cassazione: rischia la galera il medico “superficiale” col farmacista

 

 

C'è voluta la Corte di Cassazione per fare piena luce su una pratica scorretta ma a quanto pare da qualche medico praticata che, al fine di agevolare qualche proprio paziente, non esclude il rilascio di ricette in bianco affidate alle cure del farmacista. Servirà sapere che tale condotta da parte del medico è punita dalla Legge.

Il reato contestato a quei medici che, pur in buona fede, pensano di agevolare i propri pazienti affinchè nel rifornimento dei farmaci che assumono non debbano continuamente recarsi dal proprio medico, semmai nella più comoda farmacia il cui titolare d'accordo col curante ha in carico ricette in bianco già firmate e timbrate dal medico con relativo codice sanitario, è di falso ideologico, in quanto "il farmaco non è un comune bene di consumo poiché oltre a essere utile è un prodotto pericoloso anche in condizioni normali di utilizzazione, il cui acquisto deve pertanto essere effettuato sotto il controllo del medico".

 

Lo ha stabilito la Suprema Corte che con Sentenza n. 13315 ha inteso regolare la materia includendo nella stessa fattispecie di reato la condotta di quel medico convenzionato con la U.S.L. di Frosinone che consegnava a due farmacisti, ricettari di prescrizioni mediche in bianco a lui intestate e timbrate. Spettava poi ai due farmacisti redigere la ricetta con i farmaci dispensati dal S.S.N.

 

Sfortunatamente per i tre, i Carabinieri nel corso di una perquisizione all'interno di una delle farmacie hanno ritrovato i documenti che configuravano il reato che è stato successivamente contestato al medico, nonché agende con annotati i nomi dei pazienti in carico al dottore e il relativo codice sanitario regionale. In pratica, i pazienti per cortesia e a fronte dell'esibizione di scatole vuote si recavano nelle due farmacie per avere la consegna di medicinali in regime di convenzione, alla cui regolarizzazione avrebbero poi provveduto i farmacisti, facendo firmare al medico di base la prescrizione già da loro compilata

Ricordiamo cosa prevede la Legge a proposito di tale reato.

 Ci si rifà all'Art. 481 Codice Penale.

Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità .Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità 

Chiunque, nell'esercizio [c.p. 348] di una professione sanitaria o forense, o di un altro servizio di pubblica necessità [c.p. 359], attesta falsamente, in un certificato, fatti dei quali l'atto è¨ destinato a provare la verità, è¨ punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 51 a euro 516 [c.p. 31] (1). Tali pene si applicano congiuntamente se il fatto è¨ commesso a scopo di lucro [c.p. 70, n. 2] (2).

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