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Cibi spazzatura: ecco una nuova tassa ad hoc

Con il termine “Junk Food” o “cibo spazzatura” vengono definiti quegli alimenti particolarmente ricchi in zuccheri, grassi ed anche sale il cui consumo prolungato ed elevato può essere la causa di patologie metaboliche quali l’obesità, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, il diabete. Si tratta di malattie in aumento e che cominciano a colpire anche i bambini con costi sociali anche elevati. In alcuni Paesi, come la Francia, è stato deciso di mettere una tassa sulle bevande analcoliche gassate ricche di zucchero con lo scopo proprio di scoraggiare un consumo eccessivi di queste bevande. Del problema se ne è occupato anche il nostro Governo che sta decidendo sulla opportunità di gravare di una imposta alcuni alimenti. La proposta sarebbe quella di tassare i superalcolici per 50 euro ogni 100 litri e le bevande analcoliche di 7,16 euro per 100 litri. Per i vari snack, merendine, dolci, eccetera, la decisione sarebbe quella di obbligare le industrie alimentari a modificare la composizione dei loro prodotti riducendo gli zuccheri, i grassi ed il sale. Le proposte del Governo hanno ovviamente suscitato reazioni contrastanti: mentre l’industria alimentare grida allo scandalo, molte organizzazioni di cittadini plaudono all’iniziativa, ma sono anche preoccupate dell’aumento dei prezzi. La situazione è comunque molto complessa ed alla base di tutto c’è il basso grado di informazione dei consumatori che in molti casi non si rendono conto della più o meno scarsa sicurezza “nutrizionale” del cibo di cui si nutrono. Pochi sanno che bevendo una lattina di una bevanda analcolica “mangiano” tre cucchiai abbondanti di zucchero e che quattro “snack” da dieci grammi contengono grosso modo le calorie contenute in un abbondante piatto di pasta anche ben condita. Anche se si stanno sempre più diffondendo messaggi sulla necessità di seguire un corretto stile di vita il numero degli obesi, soprattutto tra i bambini, è in aumento. La tassazione di certi cibi e/o la modifica della loro composizione deve essere necessariamente accompagnata da una severa campagna di educazione che partendo dalle scuole si espanda alle famiglie coinvolgendo l’intera società civile. Esiste poi il pericolo che le aziende alimentari non si limitino ad aumentare il prezzo dei pochi centesimi che il Governo metterà come tasse, ma che “arrotondino” i costi per cui ad esempio una grappa da un litro, che sarebbe tassata per 50 centesimi, verrebbe a costare qualche euro in più. Con ricarichi minori anche le lattine delle bevande analcoliche potranno aumentare di costo, pur se in definitiva si tratta sempre di acqua abbondantemente zuccherata e gassificata. Se la tassazione delle bevande “caloriche” viene considerata come un segnale ed un invito a consumi più moderati, sarà necessario “vigilare” che non ci sia una ingiustificata dilatazione dei prezzi per cui chi alla fine ne trae vantaggio sono proprio i produttori che in questo momento stanno protestando vivacemente perché temono un calo delle vendite. Si deve infine rilevare che un modesto aumento dei prezzi non sarebbe un forte deterrente per chi è abituato a mangiare “Junk Food” per cui l’arma della tassazione servirebbe soltanto a fare affluire del denaro alle esauste casse dello Stato con scarsi o nulli benefici per la salute pubblica. Ufficio Stampa Unione Nazionale Consumatori
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