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Cina: così si mangerà tutto!

C'è chi non vede l'ora di fagocitarci e non lo farà.... sol perchè lo sta già facendo. Parliamo della Cina, la Grande Tigre, che non basta più a sè stessa, ha bisogno di espandersi e lo fa «colonizzando» il mondo e lo fa adesso che è un periodo in cui stante la difficoltà di Paesi imbrigliati nella crisi, come Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo e persino Italia, è più facile comprare a poco prezzo. La Cina compra tutto, a partire dai Titoli di Stato, acquistati anche in Italia, ha acquistato il 13% del nostro debito pubblico, così come ha comprato e compra aziende, fino adesso in Europa ne ha acquistate 118.... insomma, dove ci sono soldi c'è la Cina che compra, compra tutto il mondo la Cina! Già dal 2005 la Grande Tigre iniziava le sue mire espansionistiche a suon di dollari, poi il picco nel 2007, quando il Dragone investiva in un solo anno 26 miliardi di dollari, divenuti oltre 50 l'anno successivo, mentre nel 2010 gli investimenti esteri sono saliti a 59 miliardi di dollari, il che deve leggersi nell'acquisto o nella partecipazione azionaria in ben 3.125 aziende in 129 Stati esteri e quest'anno, la Cina ha riversato all'estero altri 24 miliardi di dollari. Secondo il Wall Street Journal «Entro il 2020 aziende cinesi investiranno all' estero tra i mille e i 2 mila miliardi di dollari». E' normale che tutto ciò accada, in una Nazione iperpopolata, immensa ma che ha bisogno di fonti energetiche e materie prime e dunque, quale migliore occasione per la Cina che cercarle altrove e, spesso, a prezzi stracciati, stante la congiuntura economica negativa con la quale fa i conti l'intero Occidente. E da noi, nel Vecchio Continente, non mancano gli acquisti in saldo che chi ha disponibilità economica adeguata può sicuramente far propri. Prima c'era l'Est Europa e i Balcani dove era possibile acquistare bene, poi le industrie, una per tutte la Volvo acquistata dalla Geely dalla Ford per meno di due miliardi di euro e così via... risultato, la Cina ha investito fra acquisizioni, fusioni e acquisti vari, qualcosa come 44 miliardi di dollari nella sola Europa. E ora veniamo a noi. In Italia non stiamo solo assistendo alle diverse Chinatown capillarizzate a livello nazionale, si pensi soltanto a Prato in Toscana. Ma c'è dell'altro. i nostri Titoli di Stato in una percentuale importante, circa il 13%, sono già di proprierà della Cina, qualcosa come 230 miliardi in titoli di Stato. Ciò ha significato l'entrata in scena di banche cinesi, ci riferiamo alla Bank of China e alla Icbc, per non parlare di marchi storici italiani da tempo con gli occhi a mandorla. Un esempio per tutti, l'ex italianissima Benelli, così come accaduto alla Cifa, che costruisce macchine edili e alla Meneghetti che costruisce frigoriferi e quel che c'è è...... che il programma espansionistico della Grande Tigre è appena cominciato!
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