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Crisi economica: ecco la ricetta sarda!

sardegna 1   Un tempo la Cigl, nel bene o nel male, curava gli interessi dei lavoratori iscritti, chi non ricorda le battaglia di Luciano Lama, che traghettò il sindacato di cui era segretario in un periodo difficile come quello rappresentato dagli anni settanta fino agli albori degli anni novanta. Si può discutere sui temi affrontati, sulle tematiche non sempre condivisibili, ma resta il fatto che, almeno sulla carta, importanti sigle sindacali come quelle appunto della CGIL avevano come vessillo la tutela dei lavoratori. Ma oggi, sulla spinta del politicamente corretto, o di qualcosa di più sordido che si muove nel sottobosco anche delle sigle sindacali, i malpensanti potrebbero pensare agli interessi delle cooperative a supporto degli immigrati, persino la CGIL, per bocca di Caterina Cocco, segretaria regionale sarda, “partorisce” un'idea strampalata, priva di senso, pericolosa e falsamente buonista. “L'emigrazione si può combattere con un'arma formidabile: l'immigrazione”. Un perfido gioco di parole per dire di invadere le zone spopolate della Sardegna dagli immigrati con figli al seguito:

“dobbiamo pensare che possiamo puntare su uomini e donne che devono ricostruire da zero la loro vita e potrebbero essere disponibili a farlo nei nostri paesi, trasferendosi nelle case sfitte, mandando i bambini a scuola, lavorando in agricoltura o nell’allevamento, partecipando ad attività economiche e contribuendo ad arricchire il progetto con la loro cultura ed esperienza”.

Insomma, se ancora non bastasse, africanizzare al massimo l'Italia, coprendo le aree spopolate, non lasciando più un centimetro quadrato libero da assembramenti, magari, perché no, islamizzandola a puntino, stante la provenienza di questi immigrati, diventa l'imperativo categorico! Ovviamente, per questo farneticante progetto servono soldi e quale migliore occasione se non attingere da mammelle grasse quali i “fondi europei e nazionali per i rifugiati gestiti dalle prefetture, fondi per le aree interne destinati all’Alta Marmilla, il patrimonio edilizio in disuso nei comuni interessati, i fondi per la creazione di cooperative sociali”. Insomma, un'”ottima” idea! Un'idea che avrà solleticato le menti attente delle Coop che già immaginano soldi a cascata per lucrare sull'accoglienza. Come abbiamo fatto a non pensarci prima, noi populisti da strapazzo che non abbiamo ancora ben compreso che razza di risorse ci vengono offerte dall'Africa o zone limitrofe, che non abbiamo ancora ben compreso che menti eccelse spingono simili iniziative nell'interesse di tutti e noi  invece  stiamo qui ancora a indugiare sulla necessità di approfittare o meno di questa immane manna che ci viene dall'alto! E se qualcuno, come fatto da CasaPound Italia Sardegna, dovesse pure prevedere che un tale paranoico progetto possa poggiare la sua ragion d'esistere anche sullo sfruttamento della manodopera a basso costo dei disperati in fabbrica o nei campi, a detrimento dei diritti dei lavoratori italiani, potremmo essere tacciati di simpatizzare con un pericoloso guerrafondaio o una pericolosa congregazione di perfidi razzisti e populisti? Oppure ciò che viene opposto al farneticante progetto, sempre da CasaPound Italia Sardegna è del tutto ragionevole sopratutto quando aggiunge
“Il paradosso piú eclatante è che la proposta arrivi da chi, in teoria, dovrebbe difendere i lavoratori sardi dalla concorrenza sleale che si viene a creare quando un altro lavoratore accetta paghe da un euro l’ora. Si oltrepassa poi il confine della follia quando gli stessi sindacati, invece di adoperarsi per fermare l’ emorragia che ogni anno fa abbandonare la Sardegna a 7500 abitanti, arrivano a sostenere senza vergogna che la soluzione allo spopolamento è la sostituzione di popolo. Siamo pronti a fermarli”.
Interviene sul caso anche il consigliere regionale Marcello Orrú (Movimento Cristiano):
“Lascia esterrefatti la notizia del progetto della Cgil sarda presentato alla Regione che prevede di ripopolare le aree interne della Sardegna affidando terreni agli immigrati. Ma è possibile che tale inaccettabile proposta arrivi da uno dei sindacati più importanti, che dovrebbe avvertire ogni in maniera diretta la grave crisi sociale e occupazionale che colpisce tantissimi sardi e le loro famiglie? Questo progetto è assurdo e inaccettabile, va respinto con decisione al mittente e con esso tutte quelle proposte simili, lanciate mesi fa da diversi opinionisti e intellettuali, che ipotizzano la colonizzazione delle nostre zone interne e a bassa densità abitativa da parte di stranieri”.
Insomma, ai benpensanti della CGIL, ad una certa sinistra falso buonista, nemmeno la cronaca più recente insegna nulla, nemmeno l'incendio provocato da chi presumibilmente non voleva che si mettesse a disposizione un Hotel a tre stelle che avrebbe dovuto ospitare 80 immigrati nella provincia di Sassari insegna nulla, ovvero, che gli italiani sono esasperati e non ne possono più di assistere a questa ignominiosa disparità di trattamento fra immigrati e italiani, non ne possono più di questa immane emorragia di fondi pubblici a scapito dei cittadini residenti. Si deve ancora di più tirare la corda? se poi questa si spezza una volta per tutte e si finisce in un bagno di sangue? Fonte: Il Primato Nazionale Giuliano contatore internet
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