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Crisi economica: siamo sul lastrico, “umanizziamo” le banche

Per adesso è solo un appello, ma anche una sorta di strada segnata a favore degli italiani e nell' immaginare gli abitanti del bel Paese, non si fa più alcun riferimento alle fasce sociali della popolazione più povera e a rischio povertà, perchè, purtroppo, siamo giunti ad un punto di tale drammaticità economica, che non si riesce più a delineare un filo di demarcazione netto che individui il limite dove inizia la soglia di povertà e dove si traduce in maggior benessere. Di fronte a tanta disperazione collettiva, la pregevole iniziativa stavolta l'ha presa Adiconsum, l'importante Associazione dei Consumatori, che ha provato a «parlare» con le banche, istaurando un dialogo del tutto inedito e senza uguali nella storia con l'organizzazione che le rappresenta tutte, l'ABI, per sollecitare un intervento che non vuol essere di tipo assistenziale, non sarebbe oltretutto questo il compito delle banche, ma di buonsenso, anche nell'interesse di tutti gli Istituti di credito italiani che proprio oggi e paradossalmente stanno vivendo un periodo complicato. Si tratta insomma, da parte delle banche, di dare respiro ai loro stessi clienti, i piccoli correntisti impegnati con gli istituti finanziari con somme di denaro da restituire a fronte di mutui ipotecari per l'acquisto della prima e quasi sempre unica casa, affinchè di fronte a questa tragica concomitanmza economica, che sta riguardando un po' tutti, non si intraveda come ultima ratio, la sola vendita all'asta delle case dei tanti cittadini alle prese con rate di mutuo che non riescono più a rimborsare. La proposta di Adiconsum, che per certi versi assume i connotati drammatici, che contradistingue la richiesta di aiuto da parte dei tanti cittadini disperati, tuttavia appare ragionevole, visto che si tratterebbe di lasciare alle stesse famiglie in sofferenza, gli immmobili che diversamente finirebbero all'asta, con una formula inedita di affitto a canoni bloccati per cinque anni, in modo da dare speranza alle famiglie, si spera, messe in grado di  sostenere le spese per la casa in tempi che ci si auspica migliori.
“La drammatica crisi economica – ha dichiarato Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum – che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione italiana, che non riesce a coprire spesso, per i forti ribassi d’asta, il debito nei confronti delle banche e queste ultime non hanno nessuna remunerazione per lunghi anni del capitale investito, non può risolversi con la vendita all’asta dei loro appartamenti”.
Adiconsum è preoccupata per il rischio di blocco per la locazione dei mutui che, soprattutto per le giovani coppie, è ormai diventato proibitivo. Giovani coppie, spesso con lavoro precario, che non riescono ad accedere al credito, ma anche famiglie che troppo spesso, anche nel futuro, non riusciranno a pagare le rate dei mutui. In tal senso Adiconsum propone la realizzazione di un fondo solidarietà alimentato con una somma (per esempio di 100 euro) di cui una parte a carica di tutti i mutuatari (di 50 euro) e una parte a carico delle banche (di 50 euro). Il fondo di solidarietà potrebbe essere implementato ulteriormente con i residui dei fondi pubblici esistenti (fondo famiglia, fondo studenti ecc.). Il fondo di solidarietà potrebbe così intervenire a favore di quelle famiglie in stato di bisogno senza essere costretti a stipulare assicurazioni con premi altissimi che coprono il rischio di impresa delle banche scaricandole sui consumatori. Immaginare – conclude Giordano –
"che lo Stato intervenga a favore degli strati più deboli della società con soldi pubblici, in un momento di forte crisi economica, e in una situazione di tassazione che ormai è intorno al 50%, è fuori dal tempo e dalla storia”.

Oggi l'auspicio è che una tale proposta venga accolta dalle banche, che per una volta vorremmo guardare no come fredde istituzioni solo pronte a fiutare il profitto, anche quando debba passare sulla pelle dei cittadini, ma come enti gestiti da uomini e donne e dunque con un animo disposto a farsi carico,  delle esigenze del prossimo. Questa è solo utopia, si sa, ma vuoi vedere che per una volta, i gelidi venti della recessione economica che hanno investito l'Italia, possano far compiere il miracolo per una ritrovata solidarietà sociale? chissà!

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