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E’ vietato morire: in provincia di Catanzaro vige questa norma

sellia2   Sembrerebbe una notizia “partorita” dalla penna di un giornalista vittima del gran caldo ed invece quanto scritto dall’Ansa non solo è vero, ma è addirittura suffragato da tanto di documenti e firme ufficiali. A Sellia, piccolo e delizioso centro medievale della Calabria, è proprio vietato espressamente morire. Insomma, madre natura secondo gli amministratori del piccolo borgo calabrese lascia le proprie funzioni alla mano dell’uomo che dovrà decidere se e quando morire e soprattutto dove morire. Si tratta di capire per lo meno la motivazione di questa bislacca decisione da parte del Sindaco, Davide Zicchinella, medico pediatra, che ha emesso una vera e propria ordinanza sindacale che vieta la morte dei suoi concittadini. Scarsa disponibilità di posti al cimitero? Ci si chiede. No! Pare che il cimitero possa ancora assolvere egregiamente alle proprie funzioni. Pochi mezzi da parte dei servizi di onoranze funebri? Non ci risulta, atteso che agenzie specializzate del settore potrebbero giungere anche da luoghi vicini. Ma allora, perché a Sellia non si può più morire in pace? Semplice, perché gli abitanti sono pochi, la natalità è ai minimi storici e anche un’anima in meno nel piccolo paese farebbe sentire quanto mai la propria assenza. E come si fa a non morire a Sellia? Il sindaco non è ancora riuscito a somministrare ai suoi concittadini e immaginiamo pazienti, vista la professione del primo cittadino, un elisir di lunga vita. Per raggiungere ugualmente l’obiettivo di una semi eternità, si percorrono altre strade, ovvero, imporre alla cittadinanza, pena sanzione amministrativa, di curarsi della propria salute fino all’inverosimile. Immaginiamo dunque che il fine debba essere raggiunto in tutti i modi, ovvero seguendo modelli e stili di vita igienici e salutari, in grado di prolungare, sine die, la propria esistenza. E per giungere a tanto è già operante una task force di medici e infermieri piazzati al centro del paese che offre gratuitamente i propri servizi sanitari a partire dai prelievi ematici, indagini strumentali e quant’altro pur di fare prevenzione e curare l’eventuale malattia ancor prima che si manifesti.

Il tutto erogato dall’Asp di Catanzaro. Qualcuno racconta che qualche abitante che sia passato nei pressi delle postazioni ove risiede l’equipe medica senza sottoporsi ai previsti prelievi ematici, sia stato raggiunto dai Vigili Urbani del paese e con la forza sia stato costretto a farsi pungere dagli infermieri della Asp. Ovviamente quest’ultimo punto è un paradosso, ma nell’immaginario collettivo una simile Ordinanza indurrebbe a dar credito ai paradossi generici, se si considera il paradosso iniziale, quello che non lascia libero l’individuo neanche di morire in santa pace. Insomma, se non puoi decidere dove nascere, per lo meno sei libero di decidere dove morire, sicuramente no a Sellia, provincia di Catanzaro, a meno di non voler incorrere in una salatissima sanzione ammnistrativa.

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