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Ecco la SIA: la mancetta del Governo per chi è disperato!

20081222- ROMA -SOI- ISTAT:  5,3% FAMIGLIE NON HA SOLDI PER IL CIBO  - Un anziano fruga tra i rifiuti del mercato di piazza S. Cosimato a Trastevere, oggi a Roma.   Secondo l'ultima indagine dell'Istat, a fine 2007 e' salito dal 4,2% al 5,3% il numero delle famiglie che ha dichiarato di avere avuto nel corso dell'anno ''momenti con insufficienti risorse per l'acquisto di cibo''. ANSA /GUIDO MONTANI/DEB

Povertà in Italia, il Governo pensa alle mancette

 

La povertà in Italia ha toccato livelli spaventosi dal dopoguerra in poi, in Italia sono milioni gli abitanti in stato di povertà assoluta e molti di più coloro che sono in stato di povertà relativa, con nostri connazionali costretti a vivere in auto per aver perso la casa, oppure affidandosi agli Enti caritatevoli per poter sopravvivere. Ebbene, in siffatte condizioni lo Stato cosa fa? Assicura appena 320 euro al mese a famiglia per un anno, con la promessa che possono diventare 400 euro in particolari condizioni.

Il decreto è stato presentato in questi giorni e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Se non fosse drammatica la questione verrebbe persino da ridere ascoltando le parole del ministro del lavoro Poletti quando parla di misure ponte anti povertà, come se percepire 320 euro al mese per un anno non fosse povertà essa stessa! Il progetto si chiama SIA, l’acronimo di sostegno per l’inclusione attiva, parole scelte ad hoc per dare l’impressione che qualcosa si fa per gli italiani disperati, ma che invece stride e non poco con i 35 euro al giorno e che per i minori accompagnati possono divenire 140 euro al giorno messi a disposizione degli immigrati. Lo dimostra il fatto che tale sussidio viene ricavato da una vera e propria mancetta di 750 milioni di euro che lo Stato ha previsto per la SIA. Poletti spiega che è solo l’inizio, visto che dal prossimo anno il budget potrebbe raddoppiare prevedendo anche un aiuto per i minori in stato di povertà assoluta. Ma come ci siamo stancati di questi condizionali!

 

Le domande per accedere al SIA si potranno presentare dal prossimo 2 settembre. Vediamo chi sono i beneficiari della mancetta di Stato

 

Per prima cosa bisogna essere cittadini italiani residenti in qualsiasi parte del territorio nazionale, saranno inclusi anche gli stranieri in possesso di permesso di soggiorno e che risiedono in Italia da almeno due anni. I beneficiari dovranno avere un Isee corrente o uguale a 3 mila euro, all’interno del nucleo familiare ci dovrà essere almeno un minorenne o un figlio disabile ovvero una donna in stato di gravidanza accertata. Esclusi quei cittadini che percepiscono eventuali risorse di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale le cui somme superano i 600 euro mensili o sussidi da disoccupazione. I beneficiari non dovranno detenere auto a loro intestate di nessun tipo e così dovrà essere anche per tutti i componenti del nucleo familiare immatricolati un anno prima della richiesta del sostegno, oppure auto con cilindrata superiore ai 1.300 cc. di cilindrata o motoveicoli acquistati nei tre anni precedenti dalla domanda. Si scordi il sostegno colui o colei che è rimasto in strada a dormire nella propria auto perché ha perso lavoro e casa due anni fa e ha la sventura di avere un’auto di 1.350 cc. di cilindrata o una moto sgangherata. In caso di variazioni (dell’Isee, della composizione del nucleo familiare, della situazione lavorativa, ecc.), i richiedenti sono tenuti a comunicare gli aggiornamenti.

L’aiuto economico viene erogato bimestralmente e sarà riversato su una carta di pagamento che si denominerà, appunto, carta SIA e avrà un ammontare medio di 320 euro per nucleo familiare al mese. Con tale carta si potranno fare acquisti al supermercato, in farmacia ed in altri negozi convenzionati abilitati al circuito Mastercard. Le bollette potranno essere pagate con questa carta alla Posta e godranno di uno sconto sulle commissioni postali del 5%.
La carta, munita di Pin, non può essere ricaricata né è consentito effettuare prelievi. Può essere usata solamente dal titolare che riceve tramite raccomandata la comunicazione delle Poste con l’indicazione per il ritiro.
Fermo restando la disponibilità delle risorse, il beneficio è concesso per un periodo di 12 mesi. Per beneficiare della paghetta che come vediamo non consente al beneficiario neanche la possibilità di prelevare contanti con la carta messa a sua disposizione, bisogna presentare la domanda a partire dal prossimo 2 settembre compilando l’apposito modulo predisposto dall’INPS. Entro 15 giorni dalla ricezione delle domande, i comuni invieranno all’Inps l’elenco cronologico delle richieste. Effettuati i controlli ex ante sul possesso dei requisiti, l’ente trasmette ai comuni l’elenco dei beneficiari e invia a Poste Italiane le disposizioni per l’accredito. Il beneficio verrà erogato entro due mesi ed entro ulteriori 60 giorni dall’accreditamento, devono essere attivati i progetti personalizzati.

Giuliano


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