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Facebook: gli insegnamenti che ci provengono

 

 

Facebook oggi ci potrebbe insegnare due cose. La prima, che a volte la fortuna nella vita dipende solo da noi soprattutto quando custodiamo un sogno nel cassetto ma non abbiamo la voglia o la forza di aprirlo. La seconda, forse meno tranquillizzante, riguarda l'evidenza di come oggi siamo capaci di magnificare società ai vertici delle classifiche mondiali, senza che queste detengano quelle caratteristiche che dovrebbero essere proprie delle società quotate in Borsa, cosa che è appena avvenuto con Facebook e che dunque non poggiano i loro patrimoni su una base in grado di garantire occupazione, Facebook ha solo tremila dipendenti, ricchezza, sviluppo anche per la collettività. Insomma Facebook tutto detiene meno che i crismi che una società dovrebbe avere per occupare certe posizioni in borsa, eppure, come detto, è stata appena quotata anch'essa.

Non diciamo nulla di nuovo se ricordiamo che il successo di Facebook si deve al suo inventore, Mark Elliott Zuckerberg che oggi, all'età di 28 anni è riconosciuto come il più giovane miliardario al mondo. Se andate su Google e ricercate la parola Facebook, il più grande motore di ricerca colloca il Social network in qualcosa come 22 miliardi 150 milioni di pagine. E a quanto pare ai nove zeri il giovane Zuckerberg si è abituato presto, si pensi solo al patrimonio netto che è riuscito a realizzare e che nel 2011 era pari a 17 miliardi e mezzo di dollari.

 Insomma Facebook è un fenomeno nuovo ed antico al contempo, nel senso che, piace a molti ma a tanti infastidisce, qualcuno addirittura lo odia, ma finisce per parlarne, serve molto ma potrebbe non servire a nulla, ma alla fine miete successi su successi. Se qualcuno avesse ipotizzato un futuro a Facebook non sarebbero mancati quelli che avrebbero pronosticato un futuro opaco destinato a chiudersi molto presto. Ma la stessa cosa avvenne con la TV, ai suoi albori qualcuno diceva che prima o poi la gente si sarebbe stufata di stare davanti quell'armadio con al centro un oblò e l'avrebbe messa da parte. Inutile sottolineare che così non è stato e così, probabilmente non sarà mai neanche per Facebook.

 

Una cosa è certa, Facebook è posizionata nell'Olimpo delle Società mondiali e checchè ne dicano le facili Cassandre quando asseriscono che il fenomeno è in declino, quest'anno il social network, dopo averlo affiancato, supererà Yahoo per raccolta di pubblicità su Internet, con un aumento di entrate pari quasi all'81% rispetto al passato, leggi, due miliardi e 19 milioni di dollari. Secondo lo studio di eMarketer, che ha curato l'indagine, la quota di penetrazione di Facebook nel mercato della pubblicità on line sarà pari al 17,7% del mercato, come dire che su cento pubblicità apparse su Internet in tutto il mondo, quasi 18 vanno a Facebook. Una stima che viene vista con interesse dalle aziende di tutto il settore, compresa la farmaceutica. La fetta conquistata da Yahoo, nel frattempo, scenderà dal 14,4% del 2010 al 13,1%, lasciando lo scettro di leader del settore. "La popolarità di Facebook - commenta David Hallerman, analista di e- Marketer - è massima, sia in termini di numero di persone iscritte che di quantità di tempo che vi trascorrono. Questo crea una pletora di annunci promozionali soprattutto in forma di banner speciale che solo questo sito possiede. La sua popolarità aumenterà anche le cifre che gli inserzionisti dovranno pagare per gli annunci".

 

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