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Ora basta, non ci stanno più le Associazioni dei Consumatori che accogliendo un invito delle stesse famiglie, tuonano contro il Grande Fratello, un programma diseducativo, volgare e blasfemo, dove la bestemmia è divenuta la norma, la parolaccia una consuetudine, la rissa di turno fra esaltati all’interno della casa una bruttissima immagine che offriamo agli spettatori.

C’è di più, il Grande Fratello non è soltanto trasmesso negli orari di programmazione, visto che si può assistere alla gretta rappresentazione di quanto accade nella famosa casa tutti i giorni a tutte le ore, addirittura 24 ore al giorno e, dunque, in questo modo, nessuna salvaguardia viene offerta anche ai bambini che si sintonizzassero sul noto reality. Dunque non si fa più solo riferimento al concorrente squalificato Nathan Lelli, ma, visto l’andazzo ed il reiterarsi di sempre nuovi fatti, l’Adoc chiede l’immediata chiusura del programma televisivo ed il rimborso per gli spettatori che hanno già votato.

“Basta volgarità, basta imprecazioni, basta Grande Fratello – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – chiediamo all’Agcom di intervenire immediatamente per far chiudere una trasmissione che quest’anno ha superato il limite della decenza”. Secondo Pileri “le continue bestemmie e i turpiloqui non possono essere puniti con la semplice squalifica dei concorrenti, si deve annullare l’intera edizione, prevedendo il rimborso integrale ai telespettatori di quanto finora speso per il televoto, che stimiamo essere in media tra i 150 e i 200 euro a persona”.

“Apprezziamo il pronto intervento della produzione che ha deciso di squalificare il concorrente e di rimborsare i telespettatori che hanno votato in settimana ma non è sufficiente. In questa edizione – continua il Presidente dell’Adoc – trasmessa in orari accessibili ai minori, sono stati ripetutamente violati linguaggi e comportamenti, violazioni che stanno minacciando l’integrità del nucleo familiare e dei minori. Per questo abbiamo inviato un esposto al Comitato Media e Minori e all’Agcom evidenziando il fatto che si stanno violando l’art.21 della Costituzione, dove si afferma il divieto di tutti gli spettacolo contrari al buon costume, e le norme relative alla tutela dei minori, chiedendo anche l’applicazione delle procedure sanzionatorie previste dal decreto legislativo n.177/2005, dove viene enunciato che sono “…vietate le trasmissioni che contengono messaggi cifrati o di carattere subliminale o incitamenti all’odio comunque motivato o che inducono ad atteggiamenti di intolleranza basati su differenze di razza, sesso, religione o nazionalità o che, anche in relazione all’orario di trasmissione, possono nuocere allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori o che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero pornografiche”. Non siamo disposti a tollerare ulteriori volgarità e offese al pubblico pudore.”

Fonte: Help Consumatori

Giuliano Marchese