Crea sito

Guida in stato di ebbrezza: se la soluzione è peggiore del male!

Ricordiamo, anche troppo bene, quanto accaduto qualche giorno fa a quegli sfortunati ragazzi che in autostrada si sono visti venire addosso un Suv che marciava contromano. La rabbia ci assale pensando che quel comportamento assurdo del conducente del Suv poteva essere evitato se lo stesso automobilista, indipendentemente dal soggetto che pare non essere del tutto nuovo da atteggiamenti inconsulti, non si fosse messo alla guida ubriaco, fino a tre volte il limite consentito.

Gli altri fatti di cronaca, di questa torrida estate, ci ricordano invece come sempre più spesso ci si ostini a guidare auto e, ultimamente anche imbarcazioni, in preda ai fumi delle sostanze stupefacenti.

Ne deriva che occorre un intervento energico per fermare queste stragi ed in effetti il ministro degli Interni, Roberto Maroni, la sua proposta l'ha fatta, ovvero, quella di considerare il reato di omicidio stradale che, in particolari circostanze, potrebbe inasprire l'attuale omicidio colposo tramutandolo nel più grave, ai fini della condanna,  omicidio volontario, laddove il reato si sia commesso sotto l'effetto  di alcol e sostanze stupefacenti. Tale proposta non piace però all'Aduc, l'importante Associazione dei Consumatori, che ammette come sia

« la proposta in sè a non reggere, perchè sarebbe il caso di chi, dopo essersi ubriacato o drogato, si mette volutamente al volante con l'intento di ammazzare qualcuno. Trasformare la colpa (reato commesso ma non voluto) in dolo (reato che si è appositamente voluto commettere) è incostituzionale e viola i più elementari principi del diritto della tradizione giuridica occidentale: sorgerebbe una sorta di responsabilità - aggiunge - oggettiva che contraddice i principi garantisti della Costituzione in materia penale". L'Aduc, invece, chiede un "maggiore impegno nella prevenzione piuttosto che nelle pene. Prevenzione significa: maggior numero di forze di polizia per strada perchè i vari automatismi -autovelox, fotored, telecamere varie - oggi sempre più diffusi, non sono sufficienti. Inoltre - conclude l'associazione - il loro abuso da parte delle amministrazioni per fare cassa non è certo istruttivo".

Insomma, pare di muoversi in ambiti molto ristretti, dove l'interpretazione di un comportamento e relativo articolo di Legge per sanzionarlo, è così sottile che se anche ammettessimo nel Codice Penale un nuovo reato, si rischierebbe di fargli perdere l'efficacia nel momento in cui qualcuno si impegnasse a contestarlo.

Nello specifico, si potrebbe addebitare all'imputato quella grave resposanbilità che con la sua condotta   ha dato vita ad una strage, nel momento in cui, si sia messo in auto in preda ai fumi dell'alcol o della droga, al punto che, l'evento tragico non sarebbe avvenuto se il conducente avesse evitato di guidare. Ma la volontarietà dell'azione su cosa si basa? Se dessimo ragione alla proposta del ministro Maroni, sembrerebbe che il conducente beva o si droghi appositamente al fine di usare l'auto come un mezzo d'offesa per gli altri. Assurdo e, dunque, controvertibile l'eventuale reato annesso.

Di contro, si potrebbe invece dire che è proprio l'alcol e la droga a rendere poco lucida la persona al punto che la stessa, in quello stato, non si rende neanche conto che non dovrebbe guidare. Ma in questo caso si rischierebbe di considerare ogni sostanza che alteri il nostro stato una sorta di attenuante alle nostre azioni, anche le peggiori, visto che proprio l'ottundimento derivato dalla sostanza non ci fa agire in maniera lucida e, paradossalmente, potrebbe verificarsi il caso in cui, due omicidi colposi cagionati da due diversi conducenti, l'uno sobrio e l'altro ubriaco, verrebbero sanzionati diversamente e persino più duramente nei confronti di chi ubriaco non era. E, dunque, in siffatte condizioni, si creerebbe un' inacettabile discrepanza di trattamento giudiziario.

E, allora, non potendo neanche immaginare che si beva o ci si droghi col fine di uccidere, utilizzando l'auto come arma di offesa, cadrebbe quella volontarietà tanto invocata dal ministro Maroni, ma di contro, la stessa polemica sollevata dall'Aduc, nello specifico, tendente a censurare il comportamento del ministro, tacciato di populismo, rischia di essere essa stessa una sorta di populismo di ritorno, considerato che neanche l'Associazione dei Consumatori propone misure efficaci per arginare il grave problema.

Non sarebbe dunque il caso di mettere a freno le polemiche e considerare proposte concrete che evitino il perpetrarsi di eventi tanto tragici e, se vogliamo scongiurabili?

Ad esempio, se guardiamo la cosa sul piano della sola repressione, basterebbe inasprire la pena per la sola guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto delle sostanze stupefacenti, indipendentemente dall'esito che un tale comportamento abbia determinato, ammettendo che una guida in quelle condizioni è già pericolosa in sè.

Se poi, come avvenuto, da quella stessa condotta, l'evento che ne deriva si conclude con una tragedia, si potrebbe inasprire ancor di più la pena nei confronti di chi l'abbia cagionata, ritenendo l'omicidio commesso, pur senza volontarietà, ma in stato di ebbrezza, un'aggravante dell'omicidio colposo stesso.

Sul piano preventivo, invece, tralasciando l'analisi delle cause atte a spiegare l'abuso di alcol e l'uso di sostanze stupefacenti, che nello specifico non spetta al Legislatore ricercare, si dotrebbe invece incriminare l'ente o gli enti che hanno in gestione la rete autostradale e stradale in genere, per la scarsa o nulla manutenzione riservata alla "cosa pubblica" custodita. Basta poco per capire, infatti, di come sia facile saltare una corsia e finire in quella opposta sulle nostre strade, per un'automobilista pur in stato di sobrietà, semmai solamente distratto, figuriamoci da ubriachi o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti!

Be Sociable, Share!

Tags: ,

One Comment