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Il Papa a Lampedusa: faceva meglio a starsene a casa!

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La visita a Lampedusa ieri di Papa Francesco è stata l’ennesima occasione per dare in pasto ai media, da una parte e alla Chiesa l’opportunità di estrinsecare il solito falso buonismo a buon mercato di cui è capace, amplificando al massimo l’eco della insolente ipocrisia grazie all’asservimento della Rai che non perde occasione, soprattutto in estate, per trasmettere trasmissioni melense, dirette insulse, cerimonie edulcorate all’insegna della pseudofratellanza fra popoli di nazioni diverse.

Poco importa, se, fra lacrime vere o artificiali, commozioni provocate ad arte o reali, il problema di Lampedusa rimanga in mano a coloro che in quest’isola ci devono vivere, poco serve ricordare che lo sbarco dei clandestini non è cosa che si risolve con benedizioni e corone di fiori buttate a mare, con discorsi più o meno inframmezzati dai nodi alla gola del relatore di turno. Né servono le altrettanto melense dichiarazioni del ministro della integrazione Cecile Kyenge, che con un politichese che la ministra ha imparato immediatamente, ricorda come gli extracomunitari siano una risorsa per il nostro Stato, una sorta di manna che ci piove dal cielo e che non sappiamo quasi apprezzare come dovremmo,  senza invece sottolineare il fatto che allo stato attuale delle cose, questa gente, al di là dell’ipocrisia, rappresenta solo un problema, soprattutto all’ordine pubblico.

 

Vogliamo svegliarci e cominciare a non credere più alle favole di quelli che ci raccontano di come questi “poveri disperati” paghino viaggi della speranza a suon di migliaia di dollari, da cinque a settemila a volte persino diecimila per venire da noi. Ma chi crede più a queste favole, se solo pensiamo che nella loro terra possedere un migliaio di dollari equivale a dire che a casa nostra siamo disperati con qualche milione di euro in banca. E, allora, qual è la verità, forse oggettività vorrebbe che si cominciasse a pensare a precisi disegni politici e forti interessi da parte di quegli Stati intenzionati ad allontanare individui probabilmente scomodi, indesiderati, gente che alla lunga preme in massa verso altre nazioni, sovvertendone gli assetti sociali. Per non contare gli interessi altrettanto ghiotti da parte di quelle Organizzazioni Umanitarie in genere che in un siffatto clima lucrano largamente su queste vicende, altrimenti che ci starebbero a fare… E,

a proposito del Papa? Ovviamente il Pontefice fa quello che gli viene chiesto, per non dire imposto e una delle cose che gli è stata chiesta era quella di dare smalto ad un’istituzione da lui rappresentata come di fatto è la Chiesa che negli ultimi tempi appariva sbiadita sotto i colpi degli scandali e delle sconvenienti verità di cui si era macchiata e per distogliere lo sguardo della gente verso l’epicentro di tali guasti, quale occasione più ghiotta poteva esserci se non un melenso pellegrinaggio, mordi e fuggi, a favore degli ultimi della terra, col risultato che così facendo si favorisce la venuta di nuovi e sempre più numerosi disperati, per la felicità di chi in qualche modo deve attrezzarsi ad accoglierli e ai quali alla fine si finisce per scaricare ogni problema, presente e futuro!

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