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Immigrazione: c’è chi ci specula e a noi vien voglia di prendere a calci qualcuno nel sedere!

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Sbarco di clandestini, rifugiati, disperati e chi più ne ha più ne metta… Bene, di fronte alle tragedie del mare, dopo aver speso la nostra lacrimuccia incontrollabile, adesso è il tempo delle cifre e dei costi ma soprattutto dell’orrore che dovrebbe colpire ognuno di noi, affinché non si faccia insopportabile ipocrisia, odiosa demagogia, tutti atteggiamenti insomma che finiscono col farci sembrare razzisti anche se non lo siamo proprio. E’ tempo di chiederci chi specula sull’emigrazione? chi si arricchisce dietro quel falso buonismo che alimenta intere frange politiche? Nel farlo esamineremo i costi cui si va incontro, senza neanche andare a vedere perché davvero i migranti si muovono verso di noi e chi li spinge a venire, quella è un’altra storia e, dunque, vediamo chi sono i veri sciacalli dell’emigrazione in casa nostra.

Ebbene, cominciamo col dire che non è vero che l’Europa non faccia la propria parte, forse non la fa nella misura in cui ci lascia soli a fronteggiare l’emergenza, ma di soldi l’Europa ne stanzia, così come, ovviamente,  l’Italia col risultato che nel 2011, ritenuto anno di massima esposizione del fenomeno, all’Italia da sola, l’emergenza extracomunitari è costata la bella cifra di un miliardo di euro, che detta così non da forse il senso delle proporzioni, lo diciamo alla vecchia maniera allora, duemila miliardi di vecchie lire e si che se ne potevano fare di cose nel nostro Paese con quei soldi e con i problemi seri che abbiamo. Oltretutto, il 2011 è stato l’anno del Governo Monti, iniziato a novembre e finito ad aprile del 2013 e quell’anno han cominciato a toglierci tutto, con la scusa del default e della spending rewue. Non solo, due anni fa per fronteggiare l’emergenza fu chiesto, al solito, agli italiani di sacrificarsi, risultato si aumentarono le accise sulla benzina e ovviamente tali accise sono rimaste anche quando non v’era più l’emergenza e adesso quale altra bella trovata dovremo aspettarci?

Perché se è vero che l’Europa stanzia, il grosso dei problemi resta all’Italia che deve in prima battuta gestire la prima accoglienza, leggi viveri, medicine, operatori, trasferimenti, rimpatri, medici, psicologi, avvocati chiamati in causa e conti alla mano ognuno di questi migranti che chiedono asilo politico ci costano, solo di alloggi e vitto, 5.000 euro all’anno, perché noi non ci preoccupiamo solo di salvarli dai flutti, ma anche di reintegrarli, di indirizzarli al lavoro, come se in Italia esistesse ancora il lavoro… In aggiunta a tutta questa montagna di soldi ne servono degli altri attinti dai diversi fondi che poi, alla fine della fiera, ricadono sempre sui cittadini.  Il finanziamento più cospicuo arriva dal Fondo europeo per le frontiere esterne destinato alle forze di sicurezza di confine (capitanerie di porto, marina militare, guardia di finanza): 30 milioni annui. Altri 14,7 milioni arrivano dal Fondo per l’integrazione, non riservato all’emergenza. Dal Fondo per i rimpatri piovono 7 milioni di euro. Poi c’è il Fondo per i rifugiati, che nel 2012 ha stanziato 7 milioni in via ordinaria più altri 5 per misure di emergenza. ( Fonte: Il Giornale ) Tutti questi denari vanno considerati come co-finanziamento, ovvero una sorta di aggiunta ai finanziamenti ordinari per queste emergenze.

Ed ecco che quando c’è una bella torta da spartire i “golosi” non si contano più e partono all’attacco le onlus, i patronati, insomma tutti coloro che amplificano i nostri sentimenti con le loro storie pietose, pur di farci scendere qualche lacrimuccia e così mentre noi piangiamo e ci “vergogniamo”, loro si riempiono il portafoglio. Di tali onlus ce ne sono diverse, ricevono i soldi pubblici e li gestiscono per coprire l’emergenza e quando finiscono i denari battono cassa per averne ed ottenerne quasi sempre degli altri. Soldi che in buona parte servono anche a sostenere i loro grassi apparati, con uffici di rappresentanza, segreterie, auto di lusso, viaggi in prima classe, dimore lussuose scelte per gli spostamenti, direttori generali, vice direttori e via di seguito. Inutile dire che di fronte a questi interessi immani, battere sul tormentone dei poveri migranti fa sempre bene, si tiene alta l’attenzione e si ottiene sempre di più. Morale, ogni tanto assieme a qualche lacrimuccia facciamoci venire anche un moto di sdegno, un’insopprimibile voglia di agitare le gambe, quelle stesse che sfuggite al controllo dei muscoli volontari, potrebbero centrare in pieno il deretano di molta gente, soprattutto quello dei parassiti dell’umanità e delle emergenze, soprattutto quello di chi a noi chiede commozione e solidarietà, pentimento ed assunzione di responsabilità, mentre loro si arricchiscono e come sempre accade, continuamente a spese nostre!

G.Marchese

Fonte: Il Giornale

Dati: Ministero dell’economia

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