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Microcar: chi ha detto che non inquinano

microcar mitshubishi

Nuovo dieselgate: ad ammettere ufficialmente di aver effettuato “impropriamente test sulle emissioni sui consumi di carburante per presentare tassi migliori di quelli attualmente realizzati” è il colosso giapponese Mitsubishi. Lo scandalo riguarda più di 600mila mini car, in particolare i modelli eK Wagon e eK Space (157mila unità), e Dayz e Dayz Roox (468mila unità), prodotti dalla casa nipponica ma forniti alla Nissan dal giugno 2013.

La manipolazione dei test riguarda in particolare 4 modelli di mini-car, i cui valori sarebbero stati “truccati” durante i test per far migliorare le performance di consumo di benzina, in barba alla legge nipponica. Una nota di Mitsubishi precisa che si tratta dei modelli eK Wagon e eK Space (157mila unità), e dei Dayz e Dayz Roox (468mila unità), che sono stati prodotti dalla casa nipponica ma forniti alla Nissan dal giugno 2013.

Appena resa nota la notizia, il titolo del gruppo a Tokyo è calato del 15%: 1,2 miliardi di capitalizzazione volatilizzati in poche ore.

E in Italia si riaccende la polemica. “Ci chiediamo che fine abbiano i controlli a campione su almeno mille macchine diesel di tutti i marchi promessi dal ministro dei Trasporti Del Rio” ha dichiarato Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell’Unione Nazionale Consumatori. “A quando, un serio protocollo dei test su strada? Non è possibile che queste manomissioni si scoprano solo grazie all’autodenuncia delle case automobilistiche. Anche perché, a nostro avviso, questi accorgimenti sono stati utilizzati da quasi tutti. Ecco, perché, fin dall’inizio del Dieselgate abbiamo chiesto un’indagine a 360 gradi per tutti i costruttori. Il problema è che il protocollo è fermo al CNR e non si hanno notizie dello stato del progetto”. “I risultati di prove fatte in laboratori scelti dalle case dovrebbero essere almeno verificati. Per questo è necessario rivedere al più presto le procedure europee per rendere i risultati dei test più aderenti alle effettive condizioni di utilizzo, oltre che comparabili” ha concluso Caracciolo.

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