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Adesso prendiamo esempi di educazione alimentare proprio dagli americani che con i loro stili di vita sono fra i popoli più in sovrappeso e obesi del pianeta eppure, proprio una casalinga americana ha avuto l’ardire di portare sul banco degli imputati la “nostra” Nutella, vanto dell’industria dolciaria nel mondo.

A detta della massaia d’oltreoceano, la Nutella è appoggiata da una campagna pubblicità ingannevole quando afferma che consumare la gustosa crema sia un esempio di colazione gustosa e sana. La protesta della donna ha avuto un effetto domino in America e le organizzazioni dei consumatori hanno proclamato una vera e propria class action proprio per questo claim pubblicitario ritenuto fuorviante. Il gruppo di Alba ha commentato che il problema è solo americano e non “non vi è nessun tipo di necessità di correggere da parte dell’azienda i suoi comportamenti commerciali e pubblicitari negli altri paesi”. In realtà, anche in Italia la crema spalmabile è considerata alla base di una colazione completa e nutriente e la scelta di pubblicizzarla con testimonial sportivi non fa che rafforzare questo concetto. L’unione Nazionale Consumatori, un’importante Associazione dei Consumatori, ha provato a calcolare le calorie che derivano dal consumo del pane e Nutella. Per farlo si è partito leggendo l’etichetta apposta sul barattolo quando recita che ogni 100 grammi di prodotto ci sono 530 calorie e quindi con una cucchiaiata di 20-25 grammi, (che potrebbe corrispondere alla dose che serve per spalmare una fetta di pane), assumiamo tra le 100 e le 130 calorie. Si tratta di una quantità che può essere compatibile con una colazione composta anche da cereali, latte e frutta, bisogna però evitare gli eccessi per non correre il rischio di superare le 300-400 calorie che sono raccomandate. Ovviamente la Nutella è ipercalorica, ma ci sembra che questo sia noto a tutti e che l’uso, come accade con un qualsiasi altro prodotto alimentare a base di nocciola e cioccolato dovrebbe essere in qualche modo razionalizzato. D’altro canto anche le pubblicità che invitano a consumare quotidianamente Coca-Cola a tavola veicolano un messaggio scorretto: le bevande gassate, infatti, hanno un elevato potere calorico, basti pensare che una lattina da 33 cl contiene un numero di calorie analoghe a quelle di un cucchiaio di Nutella. L’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, a seguito di una denuncia della nostra Unione, ha invitato l’azienda a rivedere gli spot.

Ce ne è abbastanza perché si realizzi l’ambizione di una maggiore correttezza nella comunicazione pubblicitaria di aziende come Coca Cola e Nutella (ma non solo!), nonché il massimo grado di trasparenza nell’etichettatura affinché i consumatori sappiano sempre cosa portano in tavola.

Fonte: Unione Nazionale Consumatori