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Piatti pronti: costano di più e inquinano molto

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Il tempo è denaro, una volta si diceva, ormai di denaro ne abbiamo poco e di tempo anche, allora c’è qualche cosa che non va nell’aumento del consumo di piatti pronti, dai surgelati alle verdure che sono aumentati del 10% in 10 anni e, addirittura, il cui consumo in qualche caso è persino triplicato, nonostante la crisi. La cosa che non va è riferita al tempo ed al contempo al denaro. Il tempo non è più denaro, ma come coi soldi, ne abbiamo sempre meno.

Eppure ecco l’altro paradosso. I piatti pronti costano di più dei piatti che di solito si preparano, si pensi all’insalata che in busta costa anche 10 volte di più di un chilo della stessa verdura fresca. Nessun giudizio ovviamente sulla scelta dei consumatori che si sono sopratutto negli ultimi anni orientati sempre di più verso i piatti pronti, ma che almeno si sappia che oltre a costare molto di più dei prodotti da preparare, hanno anche un impatto ambientale importante in particolare in termini di emissioni di CO2, come ha convenuto, Movimento Difesa del Cittadino che, nell’ambito del progetto europeo Ecolife, campagna di comunicazione sugli stili di vita sostenibili coordinata da Legambiente e cofinanziata dalla Commissione Ue.

 

La tipologia di alimenti “pronti” include anche sughi, surgelati, caffè in cialde, piatti pronti refrigerati, barrette di cereali, frutta già tagliata in vaschetta e prodotti light. Ebbene tutti hanno impatti ambientali molto elevati, prioritariamente dovuti alle richieste di energia nelle fasi di produzione e conservazione. Se poi consideriamo che spesso parliamo di prodotti surgelati non possiamo dimenticare la cosiddetta catena del freddo” per la conservazione degli alimenti surgelati per comprendere l’aumento di impiego di energia per produrre e distribuire questo tipo di alimenti. Le emissioni di CO2 per la generazione del freddo derivano sia dall’elevato consumo energetico di corrente degli impianti (magazzini frigoriferi, camion refrigerati e apparecchiature frigorifere per i centri di commercializzazione di prodotti freschi e surgelati),sia da emissioni dirette, dovute cioè alle perdite di gas refrigeranti anch’essi capaci di contribuire all’effetto serra.

A livello generale gli aspetti ambientali di un impianto frigorifero sono soprattutto quelli associati al consumo di energia, più è bassa la temperatura e più è lungo il tempo di stoccaggio, più aumentano le emissioni.

Nella pratica, una famiglia media (di 3 persone) consuma circa 30 kg di prodotti congelati/anno (dato fortemente soggetto a variabili come la provenienza geografica, l’età ecc.), con una spesa di circa 186 €/anno. Ebbene si rivela che la produzione di circa 30 kg di prodotti surgelati (più facile da calcolare rispetto ai prodotti “eccessivamenter elaborati”) peserà circa 390 kg di CO2 (considerando trasporto, produzione e refrigeramento). I consigli dell’importante Associazione di difesa dei Consumatori consistono in alcuni semplici punti che partecipano a migliorare l’impatto ambientale di queste confezioni. Il primo consiglio è quello di acquistare prodotti con poco packaging. L’impatto ambientale del packaging (termine inglese che sta per confezione, imballaggio) è indubbiamente elevato per alcuni prodotti e per le bevande alcoliche od analcoliche imbottigliate.

Riducendo del 30% l’acquisto di prodotti con packaging “eccessivo” si potrà avere un risparmio di 168kg di CO2 e di circa 10€. Il calcolo è stato effettuato considerando che ognuno di noi ‘produce’ mediamente 225 Risparmio stimato in un anno: circa 10 euro / 168 Kg CO2 equivalenti.

Ricordiamo che Ecolife è l’iniziativa, partita ad ottobre 2013 con durata triennale, che rientra nel programma di co-finanziamento LIFE+ Informazione e Comunicazione dell’Unione Europea. È frutto delle idee e del lavoro di cinque soggetti provenienti da mondi contigui quali l’ambiente, la consulenza tecnico scientifica, l’informazione e il supporto ai cittadini: Legambiente, AzzeroCO2, Deep Blue, ACLI e Movimento Difesa del Cittadino. Per saperne di più sul progetto visitate il sito www.ecolifestyles.eu! Sul portale potrete trovare anche la Local Community a voi più vicina, veri e propri sportelli dove chiedere informazioni sul progetto e partecipare ad attività sul territorio!

Giuliano

Fonte: Help Consumatori

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