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Pollo! Hai vinto un premio!

 

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Squilla il telefono, dall’altro capo dell’apparecchio una gentile e suadente conversatrice alla quale sbattere il telefono in faccia, come sarebbe doveroso in certi casi, sembra male e allora sorbiamoci l’ennesimo pistolotto, anche se stavolta è un sondaggio quello che ci propongono, di quelli che a starci dietro non capisci bene dove vogliono andare a parare, visto che le domande sembrano scontate del tipo, con chi vai a fare la spesa, hai figli? Si, li porti al supermercato? Si e amenità del genere. Alla fine chiudi e pensi, ma a chi mai serviranno queste risposte banali? Ma riprendi la tua giornata dimenticando dopo qualche secondo l’oggetto della telefonata ricevuta.
Ma passato qualche giorno ecco che squilla nuovamente il telefono, ovviamente non ricordi nulla della telefonata di qualche giorno prima, ma l’intervistatrice è più gioiosa che mai e, al grido… “si ricorda di noi”? Inizia a comunicarci qualcosa, festante come il giorno di Pasqua! Chi l’avrebbe mai detto, quasi ci sentiamo in colpa a non aver dato l’attenzione che meritava all’interlocutrice che festosamente ci comunica oggi che abbiamo vinto un premio che dovremo ritirare in un albergo della città, guarda caso, vicino casa nostra e nella stessa occasione gusteremo le specialità della “casa” in un ricco buffet predisposto proprio per noi. Che gioia, si tratta adesso di vedere che premio abbiamo vinto e, fra noi e noi,  fantastichiamo con la mente, ritenendo quella giornata che procedeva noiosa, improvvisamente pervasa da una febbrile emozione.

Tutto quanto raccontato è avvenuto ad Aosta, dove l’organizzatrice di tutto questo ambaradan è una Società di Padova e fin qui, nulla da obiettare, vai poi a vedere il fine che questa Società si prefiggeva dispensando premi a go go fra coloro che rispondevano ai sondaggi.

Ma per il malcapitato utente le sorprese non tardano ad arrivare. Una volta giunti in albergo, ovattati e frastornati da un’atmosfera festante e rumorosa nel momento in cui ritiri il premio,  una vacanza per due persone o una sofisticata telecamera,  anche se a fronte di questi cadò, devi sorbirti una proposta commerciale. Ma in fondo, visto che non viviamo nel paese dei balocchi dove tutti sono buoni e generosi, è giusto ascoltare qualche chiacchera a fronte di un regalo che ti è stato fatto e poi che dire, la proposta che ti sottopongono non è male, qualche utile pentola, un regalo sempre gradito, un tablet, un pc, un televisore, ok dai, dove devo firmare? E il gioco è fatto, a casa ti accorgi che le pentole e le varie aggiunte inserite una ad una, non ce l’hai, ti arriveranno? Forse, ma intanto quello che ti arriverà di sicuro è un bel bollettino postale, seguito da ulteriori 58 bollettini con cadenza mensile per un totale di 8.090,00 euro.

Adesso che ti sei reso conto che sei caduto nella trappola, serve andare a piangere presso le Associazioni dei Consumatori? Chissà, in verità le stesse Associazioni allargano le braccia intuendo che difficilmente potrai rinunciare al gustoso regalo che hai appena ricevuto in albergo. Si, sulla carta puoi esercitare la facoltà di recesso, ma ricordati, che le società e i loro rappresentanti che imbastiscono “operazioni” del genere sono poi abili nel rendersi irreperibili, o nel mutare indirizzo decine di volte. A quel punto, il recesso, non giungendo a corretta destinazione nei tempi, non riceve riscontro, ma la finanziaria che ha anticipato la somma totale al venditore continua ad esigere le rate dall’acquirente, perché la sua parte l’ha fatta. Che dire, evitate di credere alle offerte allettanti, evitate di rimanere coinvolti in questi raggiri, evitate di dar retta al telefono a chi vuole rincoglionirci, pensando che voi avete qualche minuto per decidere, spesso frastornati come siete da sorrisi ammiccanti, musica assordante e leccornie propinate a piene mani, mentre chi mette in atto queste “promozioni” lo fa con calma, intessendo con cura la tela nella quale resterete felicemente impigliati.
Giuliano

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