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Ripresa economica: dolce illusione sei tu!

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Il Fondo Monetario Intenazionale, ha redatto uno studio, al termine dell'annuale missione in Italia, nel quale si evidenzia come i conti del Paese siano ancora in zona a rischio, anche se il nuovo esecutivo ha già iniziato ad adottare i passi necessari per fronteggiare i problemi strutturali.

In ogni caso "la tassa sulla proprietà sulla prima casa dovrebbe essere mantenuta per ragioni di equità ed efficienza e la revisione dei valori catastali accelerata per assicurare l'equità", ha specificato 'Istituto di Washington. Il Fondo ha poi rivisto in peggio le stime sull'andamento del pil italiano per quest'anno, con una flessione attesa che passa all'1,8% dall'1,5% previsto in precedenza, ma ha migliorato quelle relative al 2014, con una crescita prevista che passa dallo 0,5% allo 0,7%. Per l'Italia accelerare lo slancio delle riforme sarà essenziale per far ripartire la crescita e creare posti di lavoro: "è necessario", ha sottolineato il Fmi, "che anche l'Europa faccia la sua parte con azioni per affrontare la frammentazione finanziaria e rafforzare ulteriormente l'unione monetaria".

Intanto la disoccupazione nel Paese rimane a livelli inaccettabili per l'Istituto e accelerare le riforme per superare queste debolezze strutturali sarà cruciale al fine di limitare i rischi di una disoccupazione di lungo termine, specialmente per i giovani, e di rafforzare il trend di crescita del Paese. "L'Italia deve adottare un nuovo contratto di lavoro, unico e più flessibile, per i nuovi assunti", ha consigliato il Fondo. Inoltre il debito continua ad essere atteso a livelli significativamente più elevati rispetto allo scorso anno.

L'istituzione ha perciò suggerito di prendere in considerazione l'ipotesi di creare gradualmente un surplus strutturale di bilancio. Ma questo solo "una volta che la ripresa sarà consolidata". Dalla crisi di fine 2011, ha comunque riconosciuto il Fmi, "sono stati fatti passi importanti per rafforzare la finanza pubblica e cambiare l'economia. Le difficili riforme fatte erano necessarie per recuperare la fiducia e salvare l'Italia dall'orlo del baratro". E se il Paese dimezzasse il gap sull'occupazione con il resto d'Europa (circa 4 punti e mezzo) potrebbe aumentare il livello del pil di circa il 2,5% entro il 2018.

Per l'Italia le prospettive di crescita rimangono deboli e anche se l'economia sta mostrando segnali di stabilizzazione, è precisato nel report, forti venti contrari stanno ancora frenando la ripresa che è comunque prevista per la fine del 2013, grazie al sostegno delle esportazioni e da una modesta inversione di tendenza degli investimenti guidata in parte dal pagamento dei debiti della pubblica amministrazione.(Milano FInanza) Agenzia Help Consumatori
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