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Scuola: troppi 35 alunni per classe, parte la Class Action

Il problema era semmai se associare i polli ai bambini come grado di conoscenza di quest’ultimi alla luce dei programmi ministeriali, o se il paragone fra bipedi animali e bipedi umani era solo di natura logistica. Ebbene, la class action voluta e decisa dal Codacons che si era rivolta al Tar del Lazio, mirava a rivedere l’attuale situazione delle classi scolastiche italiane, definite, in termini di spazio, dei pollai con un numero di studenti superiore a 35 per classi, motivo per cui, si da tempo 120 giorni per organizzarsi riducendo il numero di bambini per ogni aula scolastica. Ma il Ministero della Pubblica Istruzione non ci sta, in Italia, a detta del Ministero, le classi dove ci sono dai 35 bambini in più sono appena lo 0,4% delle classi italiane. Puntuale, dunque, la risposta del Tar «Il maggiore affollamento delle aule e la relativa inidoneità delle stesse a contenere gli alunni in condizioni di sicurezza, salubrità e vivibilità - si legge nella sentenza - costituisce implicazione di carattere strutturale non risolubile attraverso misure di carattere meramente organizzativo, ma unicamente affrontabile attraverso una mirata riqualificazione edilizia degli edifici e delle aule». E poi, l’analisi impietosa: «A dispetto dell’imperativo legislativo, l’anagrafe non ha avuto, per lungo tempo, compiuta ed efficace attuazione». Per il Tar, il fatto che i ministeri competenti hanno creato un elenco delle scuole in situazione potenzialmente critica, è «cosa diversa dal Piano generale di riqualificazione dell’edilizia scolastica e può qualificarsi ed al contempo giustificarsi solo quale misura urgente e provvisoria». A gongolare è il Codacons, comunque, che ritiene possibile a breve un piano in grado di rendere sicure le aule scolastiche ed evitare il formarsi di classi da 35 o 40 alunni ciascuna - dice il presidente Carlo Rienzi - Se non lo farà saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al ministro e ottemperi a quanto disposto dal Tar. Grazie a questa sentenza, docenti e famiglie i cui figli sono stati costretti a studiare in aule pollaio, potranno chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro in relazione al danno esistenziale subito». Torna in carica il competente Ministero, ricordando, a chi ancora non lo sapesse, che laddove c’è sovraffollamento questo è limitato alla scuola secondaria di II grado e… “ si lega soprattutto alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni». E ricordano che «è già stato stanziato un miliardo di euro e assegnata una prima tranche di 358 milioni per avviare gli interventi più urgenti» in materia di edilizia scolastica. Giuliano Marchese
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