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SMS: tutto quello che non ci dicono, a partire dai costi

Ma conosciamo davvero tutto dei messaggini che siamo soliti inviare come fosse la cosa più scontata al mondo? Probabilmente si, ma forse qualcosa  ancora ci sfugge, vediamo cosa…. Cominciamo dal nome SMS, Short Message Service, così si traduce la sigla, poi facciamo un po’ di storia a proposito di questo servizio che quest’anno compie ben vent’anni e pare non dimostrarli proprio. Infatti gli SMS, i cui inventori tutto potevano immaginare meno che si diffondessero in questo modo, nacquero per gestire la consegna di pacchi e plichi, affinchè chi doveva ricevere un documento o un pacco e chi lo doveva inviare, potesse esserci un filo conduttore che escludesse la telefonata. Certo già allora a qualcuno sfuggì che mandare un messaggino a volte è più comodo che rispondere o fare una telefonata e il passo fu breve per coronare di successo infinito un servizio come quello offerto dagli SMS. Ovvio che c’è chi, come avvenuto con gli operatori telefonici, ha fiutato il grandissimo business che stava attorno a questo servizio. Una cosa però è certa, a quasi vent’anni di utilizzo dei messaggini non tutti conoscono perfettamente alcuni accorgimenti che ci eviterebbero di prosciugare una ricarica telefonica se solo li applicassimo. Vediamo quali. Ci riferiamo ai costi. Digitare un  SMS ha dei costi che possono lievitare se, ad esempio, non si fa caso agli accenti che hanno ricadute sulla bolletta o sulla ricarica tutt’altro che indifferenti. Altro è scrivere, ad esempio, la parola “pero’ ” utilizzando l’accento altro è scrivere “però “ utilizzando la lettera “o” accentata. Ne va delle parole conteggiate ai fini del costo, capaci di dimezzarsi utilizzando una lettera anzicchè un carattere. Ed infatti se le lettere e le parole pesano a volte come una pietra, noi probabilmente non ci facciamo caso, ma senza accorgercene pensiamo di aver inviato un messaggio e invece il telefonino ne invia due e ciò perché non sempre conta il numero di parole che digitiamo, quanto invece il peso in byte che impegniamo nel telefonino. A volte addirittura senza accorgercene pensiamo di aver inviato un SMS ed il telefonino ci invia un MMS con costi aggiuntivi. Poi c’è l’altro aspetto della questione. Quanto ci guadagnano gli operatori telefonici con un nostro messaggio? Tantissimo Perché è stato appurato che un messaggino ha un costo di produzione di non più di 0,1 centesimi di euro, ma arrivare a pagare circa 12 centesimi di euro per un messaggino che pesi 140 byte non ci vuole nulla. Un costo spropositato che c’è chi, come l’Unione Nazionale Consumatori ha calcolato ed è davvero pazzesco, basti pensare che ogni Mb al costo rappresentato dall’invio di un messaggino costerebbe 850 euro, se servisse inviare un film da due Giga con lo stesso sistema adottato per gli SMS, o meglio con le stesse tariffe applicate, sapete quanto costerebbe l’invio? Più di un milione e mezzo di euro. Ergo, sui nostri messaggini c’è chi lucra in maniera che dire vergognosa è poco. Esistono ovviamente le tariffe agevolate per gli SMS, che gli operatori si son dovuti inventare per farsi concorrenza, esistono i messaggi che è possibile inviare tramite Internet, esistono gli smartphones che utilizzano Internet anche per i messaggini, tutte soluzioni che stanno cominciando a preoccupare gli operatori telefonici che hanno visto diminuire il numero di SMS che a Natale ad esempio ci si manda fra parenti ed amici, di almeno il 22% in Finlandia e del 14% in Giappone. Certamente anche la connessione alla rete internet viene fatta pagare, ma sfruttando le reti wi-fi gratuite è possibile contenere anche questi ultimi costi. Le reti wi-fi gratuite sono già molto diffuse all’estero, non ancora in Italia; forse il futuro degli Sms (e dei relativi costi) nel nostro Paese sarà direttamente proporzionale dallo sviluppo della rete senza fili. Fonte: Unione Nazionale Consumatori
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