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Tasse: lavoriamo più per le tasse che per noi

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Ma quanto accidenti deve guadagnare un povero Cristo italiano per poter spendere in santa pace i frutti del suo faticoso lavoro? Chi potrà mai rispondere a questa domanda serenamente se, conti alla mano, più guadagni più tasse paghi, un ragionamento questo che sulla carta sarebbe anche giusto, ma con uno Stato equo, che non penalizza il lavoro al punto da far perdere la voglia di fare profitto, se più della metà delle nostre entrate se ne vanno in tasse.

Inoltre quando si sostiene che lo Stato sgretola le nostre sostanze con sempre nuove tasse dimentichiamo di dire che esistono anche tasse occulte che fanno si che quasi il 70% del reddito finisca all’Erario. Per di più siamo controllati su tutto, anche su come spendiamo i nostri soldi, sul tipo di transazione che usiamo per spenderli, col risultato di non poter più usare il contante e, dulcis in fundo, cosa ci farà mai lo Stato coi nostri soldi?

Senza scervellarci sulle motivazioni che stanno alla base della necessità di pagare sempre nuove tasse,  perché il ragionamento ci porterebbe troppo lontano, restiamo alla tassazione, almeno su quella più ufficiale cui veniamo fatti oggetto.

“Le tasse “mangiano” mediamente il 50,05% del reddito familiare”. Questa la secca stima di Federconsumatori e Adusbef che hanno diffuso uno studio sull’impatto delle principali forme di tassazione sul reddito medio di una famiglia. Se il 90% delle tredicesime se ne va in mutui, bolli, canoni e rimborsi dei debiti e i consumi di Natale quest’anno sono calati ancora di oltre il 6%, affermano le due associazioni, lo studio sull’impatto delle tasse sul reddito evidenzia che la pressione fiscale ormai ha raggiunto livelli elevatissimi. “IVA, tassazione sulla casa, Irpef, accise, bolli, ticket e tasse occulte: l’ammontare totale della spesa annuale per le principali tasse raggiunge 17.020 euro per una famiglia media con un reddito di 34.000 euro annui – affermano Federconsumatori e Adusbef – questo vuol dire che le tasse “mangiano” mediamente il 50,05% del reddito familiare”.

Accade che su un reddito di 34 mila euro l’Irpef assorbe oltre 8300 euro annui, l’Irpef regionale 588 euro e l’Irpef comunale altri 300 euro, mentre per l’Iva se ne vanno oltre 3800 euro; per le accise dei carburanti se ne vanno 866 euro l’anno, cui si aggiungono 415 euro di accise tabacchi; la Tasi si mangia 230 euro l’anno, la Tari una media di 284 euro annui; in ticket sanitari le due associazioni stimano in media 260 euro l’anno, mentre 220 euro servono per un bollo auto. L’ammontare complessivo di tutta la tassazione, nella stima effettuata, raggiunge i 17 mila euro annui pari alla metà del reddito familiare.

E questo sarebbe uno Stato equo?

Fonte: Help Consumatori
Seil il visitatore N.
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