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Treno travolge romeni in Calabria: uniti nel dolore, ma senza falso buonismo!

Il terribile fatto di cronaca che ieri è avvenuto a Rossano, in provincia di Cosenza e che ha comportato la tristissima fine di sei cittadini romeni travolti da un treno in transito lungo la linea ferrata che unisce Sibari con la città di Rossano, induce a profonde riflessioni, ma prima di ogni altra cosa, lascia in chi l’apprende un senso di sgomento, di raccapriccio di fronte non ad una vita, ma a ben sei vite che si spengono così improvvisamente e così brutalmente nel volgere di pochi istanti. Ma basta questo tristissimo accadimento per dare il via all’ennesima dose di buonismo a buon mercato di cui sono spesso capaci tanti giornalisti e politici di turno o dovrebbero essere tali accadimenti a farci comprendere come viviamo in certe zone del Paese in un totale degrado da farci vergognare persino di essere italiani? (Foto Ansa) Che dire ad esempio dell’esistenza dei passaggi a livello? Rossano ne ha uno che taglia in due la città, che paralizza il traffico nelle ore di punta e che, nonostante sia ben custodito rappresenta pur sempre un grave pericolo per i cittadini. Eppure, tale passaggio a livello è lì, fiero di esistere nella totale noncuranza di tutte le Amministrazioni che hanno governato la pur importante cittadina ionica calabrese. Più in là apprendiamo che in aperta campagna ne esiste un altro, incustodito e lasciato al libero arbitrio di coloro che hanno stretto accordi con le Ferrovie le quali candidamente dichiarano che laddove l’apertura e la chiusura dei cancelli di protezione degli attraversamenti a raso sia seguita da norme di comportamento sensate da parte di chi deve agire su questi cancelli, ovvero, da parte di privati cittadini che ospitano il tratto di binari all’interno delle loro proprietà, la sicurezza è ampiamente assicurata. Ma come si fa ad agire in sicurezza nel buio totale della notte o della tarda sera se in prossimità di questi varchi non esiste alcuna illuminazione, se ancora immaginiamo che certe linee ferrate insistendo in aree private non prevedono neanche la totale interdizione di questi terreni da parte di chicchessia? Poi c’è l’altro capitolo, quello dei romeni Il sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, ha dichiarato a Repubblica  che “... questa tragedia è ancora più grave perché coinvolge concittadini di nazionalità romena ospiti della nostra comunità per ragioni di lavoro e di sussistenza economica … serenamente integrata nella nostra società …". Belle parole di circostanza. Non c’è che dire, ma il primo cittadino rossanese forse dimentica che tale integrazione di questi cittadini nella città di Rossano, così come in ogni altra parte del Paese, non esiste neanche nei sogni di chi fa finta di non voler vedere. Andate nei pressi di qualsiasi stazione ferroviaria per assistere di persona come sono bene integrati i romeni e non solo loro. Spesso ubriachi, accampati in gruppo, nullafacenti, annoiati, quando non sono addirittura dediti a traffici illeciti e protagonisti di efferati crimini. Ovviamente nessun riferimento a quelle disgraziate vittime dell’incidente ferroviario di ieri sera, ma cogliamo l’occasione per non creare lo spunto per rinfrancarci lo spirito dietro le solite notizie trite e ritrite che danno l’immagine di questi poveri e sfortunati cittadini comunitari che partono da luoghi tanto inospitali per cercare di dar senso alla propria vita ospiti presso una nazione “ricca” come l’Italia. Guardiamo in faccia la realtà, senza inutili e stupide ipocrisie che fanno solo del male a noi e a loro stessi. Quali sarebbero questi romeni tanto operosi e sfortunati che occupano le nostre piazze. Per quale motivo vengono da noi, per ricercare un lavoro onesto o per delinquere sfruttando la capacità delle Leggi italiane di non garantire la certezza della pena? Dove si sarebbero integrate queste popolazioni? al di là delle parole mielose del sindaco Antoniotti. E finiamola una volta per tutte di paragonare le orde di romeni agli emigranti italiani del dopoguerra che non avevano né la voglia, né la possibilità di ubriacarsi nelle piazze delle città che li ospitavano e che raggiungevano con sacrifici solo per lavorare e creare un vero futuro alle loro famiglie oltre che a sé stessi. E poi, vista anche l’insana abitudine da parte di troppi romeni di abbandonarsi a fiumi di alcol, un problema che già da solo rappresenta un pericolo immane quando questa gente si mette alla guida di un’auto, come è possibile che raccogliendo le testimonianze di alcuni cittadini calabresi che attraversano continuamente quel maledetto cancello teatro della tragedia nelle stesse ore in cui è stato attraversato dal gruppo di romeni, a nessuno è mai capitato di incorrere in un incidente ferroviario e guarda caso non si può dire la stessa cosa per quelle povere vittime di ieri sera? Dunque, per concludere, uniamoci sicuramente al cordoglio di quelle famiglie che stanno sopportando l’immane perdita dei loro cari, ma finiamola di approfittare di questa tragedia per nascondere i veri problemi che l’ingresso di questi cittadini sta avendo nelle nostre città.
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3 Comments

  • elvio ha detto:

    Più che buonismo è vera ipocrisia o malafede.
    Sui Romeni ci sarebbero da dire moltissime cose…non piacciono e basta!
    Hanno un codice morale, se tale si può definire, che li rende a dir poco “invisi”.
    Non tutti per carità, ma quasi tutti!
    elvio

  • Basta coi stranieri ha detto:

    Ma per piacere! I rumeni l80 x 100 viene in italia a rubare e far malaffare con donne basta coi rumeni albanesi e immigrati basta basta basta non ne possiamo piu’ tra poco ci ammazzeranno tutti questo e’ il pensiero del 90 per cento degli italiani che si son visti invasi da tutti questi maiali.

  • Pipolone ha detto:

    Una domanda!! Perchè i rumeni non si fermano in Germania? La Svizzera d’accordo non fa parte dell’Europa Unita. Anche dall’Italia sono partite nel dopo guerra persone peggiori dei rumeni però le nazioni, che li ospitava, imponeva loro il rispetto severo delle leggi del paese e in Svizzera in moltissimi locali pubblici all’entrata c’era l’0dioso cartello ” VIETATO L’INGRESSO AI CANI E AGLI ITALIANI” ma gli svizzeri sono barbari mentre noi siamo i migliori del mondo in fatto di (in)civiltà e quindi permettiamo loro di fare quello che vogliono. Voglio ricordare un episodio accaduto l’estate dello scorso anno: un rumeno ubriaco, senza patente, auto non revisionata, investe ed uccide un ragazzo di 17 anni su un ciclomotore, non viene arrestato perchè non ci sono i presupposti. In Germania sarebbe stata uguale la sentenza?