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Tumori: ecco i cibi più contaminati che aprono la strada alle malattie

cibo

 

Pensiamo di mangiar sano solo perché ci hanno tempestato di notizie secondo le quali tutto ciò che è vegetale ci fa bene, frutta e verdura in abbondanza per sperare di metterci al riparo dalle temibili malattie del nostro tempo, tumori in particolare. E se tutto d’un tratto scoprissimo che saranno giusti i consigli degli esperti quando ci dicono di privilegiare l’ortofrutta ma che proprio in questa si annidano i peggiori veleni tanto dannosi alla nostra salute?

Perchè mai come oggi il problema non è tanto la qualità del cibo che mangiamo, né la varietà e le proprietà organolettiche dello stesso, ma la provenienza delle derrate alimentari che poi portiamo in tavola. Ne è convinta anche la Coldiretti che c’è presa la briga di stilare una classifica dei cibi più inquinati che spopolano nei nostri mercati e che sarebbero, secondo la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli italiani, fonte di inquinamento dagli effetti devastanti per la nostra salute, capaci come sono di esporci a malattie gravi quali il cancro.

Uno sguardo veloce nei banchi dell’ortofrutta è sufficiente per capire come la stragrande quantità dei prodotti che portiamo nelle nostre tavole venga dall’altra parte del mondo e per questa ragione sottoposti a trattamenti chimici e di conservazione ben lontani da quelli permessi nel nostro Paese e per questa ragione capace di indurre malattie anche gravi.

Iniziamo con il peperonicno vietnamita che è risultato, secondo l’indagine effettuata per Coldiretti dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA), il più contaminato, visto che deteneva nel 61,5% dei prodotti analizzati la più alta concentrazione di sostanze chimiche che non dovevano esserci. A sottolineare la pericolosità di questo prodotto l’evidenza di come ne siano stati introdotti nel nostro paese, lo scorso anno, ben 273.800 chili. La crisi economica ha peggiorato le cose. Gli italiani hanno sempre meno soldi e si rivolgono a prodotti a basso costo, come nel caso di questo peperoncino, oppure, i produttori introducono sul mercato alimenti che hanno nella loro composizione prodotti scarsi sotto il profilo nutrizionale che spesso vengono addizionati con sostanze chimiche per renderli più appetibili o migliorarne la conservazione camuffando la scarsa qualità delle merci.

E che dire delle lenticchie turche sulle quali le analisi dell’Efsa hanno riscontrato irregolarità nel 25% dei casi. Sono prodotti anch’essi dal costo basso entrati nel nostro Paese con un incremento del 20% negli ultimi 8/9 anni. La lista è lunga e comprende melagrane, foglie di tè, fagioli, cachi, ananas frutto della passione, riso, fagioli e cachi, tutti provenienti da quei Paesi esteri in cui gli standard di qualità non vengono rispettati e i relativi controlli vengono aggirati.

Ecco la classifica dei 10 cibi di importazione più contaminati secondo i dati Coldiretti/Efsa.
1) Peperoncino dal Vietnam (irregolarità 61,5%)
2) Melagrana dalla Turchia (irregolarità 40,5%)
3) Frutto della passione dalla Colombia (irregolarità 25,0%)
4) Lenticchie dalla Turchia (irregolarità 24,3%)
5) Arance dall’Uruguay (irregolarità 19,0%)
6) Ananas dal Ghana (irregolarità 15,6%)
7) Foglie di tè dalla Cina (irregolarità 15,1%)
8) Riso dall’India (irregolarità 12,9%)
9) Fagioli dal Kenya (irregolarità 10,8%)
10) Cachi da Israele (irregolarità 10,7%)

Fonte: Infiltrato

Giuliano



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