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Accesso al credito: situazione sempre più drammatica

  L’accesso al credito in Italia sta divenendo sempre di più un problema spinoso, con riverberi importanti e per certi versi drammatici per l’intera economia. A darci un quadro dell’attuale situazione ci provano Unioncamere e Pmi, le quali stigmatizzano efficacemente la grave situazione della nostra imprenditoria.   Secondo lo studio effettuato dai due Enti, sarebbe emerso che su 100 intervistati, rappresentati da imprenditori, 37 di loro denunciano un inasprimento del problema relativamente all’accesso al credito, così come 40 intervistati su cento avrebbe ammesso che a loro parere la situazione resterà costante in futuro e, addirittura, un imprenditore su cinque sosterrebbe che la congiuntura negativa  andrà a peggiorare nei prossimi mesi.   “Più della metà avrebbe addirittura rinunciato a rivolgersi alle banche e chi lo ha fatto ha sperimentato forti difficoltà, per i sempre più elevati tassi di interesse e per l'elevato livello di garanzie richieste”, ha affermato il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello aggiungendo che “il credito sarà il banco di prova delle politiche di sviluppo dei prossimi mesi”. La speranza per le imprese dovrebbe però arrivare dal piano d'azione del ministro per lo Sviluppo e dai programmi di aiuto dell'Unione Europea. Si chiama “Cosme” il progetto da 2,5 miliardi lanciato recentemente che coprirà dal 2014 al 2020 le esigenze delle Pmi con una suddivisione così ripartita: 1,1 miliardi per la formazione e l'imprenditoria femminile e 1,4 miliardi per azioni specifiche per agevolare l'accesso al credito. Il ministro Corrado Passera prevede invece una defiscalizzazione della componente lavoro dell'Irap oltre che il ripristino dell'Ice, l'Istituto per il commercio estero al fine di incentivare l'internazionalizzazione. Saranno inoltre previsti innalzamenti delle risorse sul fondo Pmi e un maggior supporto delle banche per il sostegno al credito. Se sulla carta dunque si apprezza lo sforzo del Governo di incentivare le piccole imprese e favorirne l'accesso al credito, primo ostacolo alla crescita, occorrerà attendere l'applicazione concreta della manovra per valutare la sua efficacia anche nel breve periodo. Si esprime nel frattempo "viva preoccupazione per gli effetti che potrebbero prodursi sull'economia dall'attuazione delle misure richieste dall'European Banking Authority (Eba) che prevedono una rapida e consistente ricapitalizzazione delle banche europee, ed in particolare di quelle italiane" – a sollevare il rischio sono  Alleanza delle Cooperative, Confindustria e Rete Imprese Italia che chiedono “un autorevole e tempestivo intervento del Governo Italiano nelle competenti sedi comunitarie, affinchè vengano riviste entità e modalità di ricapitalizzazione per le banche italiane indicate dall'Eba e sia dilazionata nel tempo l'attuazione di questo intervento”.  
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