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Macellai islamici: barbarie e atroci sofferenze per gli animali nella festa del Sacrificio

_festa_islamica_sacrificio   Di fronte alla mattanza di animali macellati, anzi, trucidati in pubblico mediante sgozzamento in ossequio ad una tradizione islamica nel “giorno del sacrificio”, viene da fare una constatazione amara, inquietante e tragica al contempo. Se autorità locali, a partire dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando del PD, che ha persino assistito al rito mettendo a disposizione appositi spazi al Foro Italico in città, così come fatto a Bari dove  è stato addirittura allestito lo stadio comunale e che ha visto la partecipazione del direttore della Caritas diocesana, don Vito Piccinonna, insieme al parroco della Cattedrale di Bari, don Franco Lanzolla. il tutto patrocinato dall’Assessorato dello Sport del capoluogo pugliese con la partecipazione del sindaco del capoluogo, Antonio De Caro (PD), già noto per il selfie scattatosi col terrorista poi arrestato che aveva in animo diversi attentati in Italia e col quale marciava scalzo a favore dei migranti, ciò che coglie immediatamente è la seguente riflessione: dove sono finiti i nostri valori, gli sforzi fatti per cercare di attuare leggi a tutela degli animali limitandone la sofferenza durante la macellazione? Se poi a questo aggiungiamo lo stato di asservimento di chi ci rappresenta di fronte ad un rito barbaro e incivile, che non è mancato anche a Torino dove a presiedere all’evento tenutosi a Parco Dora c’era Marco Alessandro Giusta, assessore alle Pari opportunità della città della giunta pentastellata di Appendino, si capisce bene che il peggio della cultura islamica è ormai dentro il nostro Paese, come un germe che si muove nelle Istituzioni e che vi si nutre, coinvolgendo persino la Chiesa cattolica e non si spiegherebbe in altro modo la presenza di rappresentanti del Clero a questi macabri eventi che colorano di sangue i luoghi di questa orribile mattanza. Non si tratta di essere vegani o vegetariani, si può essere onnivori, come chi vi scrive e provare ribrezzo ugualmente per queste pratiche che avvengono nel silenzio di quelle Associazioni animaliste che chissà, forse impaurite di fronte ad un sistema che si sta radicando nel nostro Paese e che contempla il totale asservimento agli usi e costumi dei musulmani, finiscono per tacere di fronte alla macellazione islamica e magari stracciandosi le vesti di fronte a pratiche sicuramente molto meno cruente se perpetrate da noi Occidentali. Certo si potrà obiettare, la macellazione di capi di bestiame che avveniva nelle nostre campagne e continua anche oggi, sia pure in forma minore, non era e non è di certo meno cruenta di quella islamica. Ma il tanto criticato Occidente ha cercato di fronteggiare tali barbarie emanando Leggi, Provvedimenti, diffondendo un’etica, la stessa che ci fa inorridire di fronte a certe azioni. Con questo non si vuole significare che non esistono gli allevamenti intensivi, le barbarie di certi siti dove gli animali vengono allevati e che di certo non sono consoni al loro benessere, ma esistono per lo meno le nostre leggi che purtroppo sovente vengono violate, ma esistono e sono state promulgate a favore degli animali anche quando questi sono destinati alla macellazione. Basti ricordare il decreto legislativo 333/98 recepimento della Direttiva Europea 93/119/Ce che si intitola, appunto, proprio come "Tutela del benessere degli animali durante la macellazione". Ma attenzione a questo provvedimento che contempla una deroga che vale proprio per gli animali destinati al sacrificio durante i riti religiosi. Insomma non solo abbiamo permesso di derogare proprio l’aspetto peggiore di tali riti ma quel che è peggio, nel silenzio delle nostre Istituzioni e addirittura con la loro complicità affinché una immonda barbarie come questa diventi per noi Occidentali una nuova forma di spettacolo come lo è ad esempio la Corrida o altre ignominiose pratiche. Il risultato è che per il giorno del sacrifico in Italia si trucidano mediante la macellazione islamica 600 mila capi di bestiame e noi siamo costretti a digerire, a tollerare tale usanza per non dispiacere agli islamici presenti nel nostro Paese. Il barbaro rito della Macellazione Halal Affinchè si possa meglio comprendere come avviene questo barbaro rito basterà ricordare le fasi della macellazione islamica che prevede che il fedele musulmano possa gustare al meglio le carni e per farlo si deve consentire che al momento dell’uccisione l’animale debba restare cosciente partendo dal presupposto che se il sangue continua a circolare durante l’agonia dell’animale la prelibatezza della sua carne resterà sempre garantita. Per far ciò, si taglia la gola all’animale con un coltello molto affilato tenendo rigorosamente la sua testa in direzione della Mecca. Durante l’uccisione il macellaio deve recitare la preghiera in nome di Dio, clemente e misericordioso. La morte sopraggiunge lenta, tra urla ed una copiosa fuoriuscita di sangue che tinge di rosso fuoco i luoghi di questa mattanza. Tutto ciò accade in spregio a quanto prescrive la normativa Europea che abbiamo citato all’inizio che invece prevede lo stordimento preventivo dell’animale con un colpo di pistola alla testa. Ma ricordate la deroga di cui abbiam parlato prima? Ecco, la deroga riguarda proprio la macellazione Halal, anche quando perpetrata su territorio europeo, italiano per quanto ci riguarda.   A tale riguardo vale anche la pena di ricordare agli amanti dei Kebab che tanto seguito ha da parte dei giovani, gli stessi che magari oggi si scandalizzano ad apprendere in cosa consiste la macellazione Halal, che la carne loro servita in quei locali quasi sempre proviene da questo tipo di macellazione. Per coerenza, almeno per una volta, i giovani molto attenti alla limitazione delle sofferenze degli animali dovrebbero disertare tali luoghi. Ovviamente chi gestisce questi locali vi avviserà del contrario ed invece non sempre o quasi mai la carne macellata proviene da mattatoi italiani, spesso la stragrande maggioranza della merce deriva proprio da quei luoghi dove la macellazione islamica è praticata. Non sarebbe corretto distribuire alimenti in questo modo, ma è un illecito che passa anch’esso dalle maglie larghissime che vengono consentite da chi dovrebbe controllare e non lo fa e permette frodi di questo tipo, perché commesse non da italiani ma da islamici che non rispettano le Leggi italiane. Meditiamo gente, anche questa è l’ennesima riprova che ormai a casa nostra comandano tutti, meno che noi! Giuliano
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One Comment

  • finanzainrete ha detto:

    La prossima volta che un’associazione ambientalista o animalista vi chiede soldi per aiutare gli animali, chiedete se hanno manifestato contro questa barbarie se l’hanno fatto diamo loro un contributo, altrimenti invitiamoli a lasciarci in pace
    Giuliano