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Automobili: quando le Case non dicono sempre la verità

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La pubblicità fa leva spesso sui “bassi consumi” delle automobili, perché sono uno dei fattori che più orientano il consumatore nelle scelta di acquisto. Ma davvero i consumi dichiarati sono quelli effettivi? Alcuni produttori in realtà dichiarano consumi di carburante che, alla prova dei fatti, risultano molto diversi – e ovviamente inferiori – rispetto alla realtà.

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Altroconsumo ha fatto un test sulla Golf 1.6TDI e sulla Panda 1.2. E ora lancia una class action per chiedere il rimborso di quanto gli automobilisti pagano in più.“La pubblicità la fa facile, sembrano tutte rose e fiori, comprese le emissioni di anidride carbonica ridotte al lumicino – si legge nell’inchiesta dell’associazione – Emissioni e consumi così bonari, come quelli pubblicizzati, sono una strategia di vendita molto sfruttata, un po’ per dare un’illusione di convenienza e un po’ per valorizzare gli sforzi che il settore automobilistico ha fatto negli anni per ridurre il proprio impatto ambientale”. Ma non è sempre così, come accade per i consumi di Fiat Panda 1.2 e di Volkswagen Golf 1.6 TDI: l’associazione li ha misurati in laboratorio attenendosi al sistema obsoleto (risale ormai al 1980) e poco realistico utilizzato dalle case automobilistiche. L’associazione ricorda infatti che ci sono una serie di “trucchi” perfettamente leciti che permettono di avere risultati migliori, come l’esclusione degli optional per diminuire il peso della vettura o la copertura delle sporgenze della carrozzeria con adesivi che rendono la vettura più aerodinamica. Nonostante questi trucchi, però, il risultato è un divario notevole fra i consumi effettivi e quelli realizzati sui rulli di laboratorio, anche tenendo conto dei margini di “flessibilità” consentiti nei test.

Così a causa dei consumi dichiarati, non rispondenti al vero, gli automobilisti hanno speso di più: stimando una percorrenza di 15.000 km in un anno, nel caso di Panda si tratta di 247 euro, nel caso di Golf la differenza è di 509 euro. Sarà proprio questo il rimborso che Altroconsumo chiederà con la class action.

Si legge ancora nell’inchiesta: “In definitiva, seppur in un’apparenza di legalità, le case automobilistiche traggono in inganno i clienti, proprio su uno degli aspetti che più condiziona l’acquisto di un’auto: il consumo di carburante. Dal 2015, secondo quanto stabilito dalla normativa europea, entreranno in vigore limiti più bassi per le emissioni dei veicoli, ma finché non si rimette mano all’intero ciclo di omologazione la sostanza non cambia. Solo nel 2017 dovrebbe arrivare un nuovo test, conosciuto con l’acronimo di WLTP (che sta per Worldwide Harmonized Ligt Vehicles Test Procedure), con prove più aderenti alla realtà. Non sarà facile farlo passare in Europa,dove le pressioni dell’industria automobilistica, con in testa la Germania,sono molto forti”.

Nel frattempo l’associazione chiederà di risarcire i consumatori danneggiati dalle “false promesse” delle aziende automobilistiche: i consumi e le emissioni della Panda testata sono più alti del 18%, quelli della Golf, invece, più del 50%. Per la Fiat Panda 1.2 a benzina, i consumi risultano pari a 6,11 litri per 100 km, invece che 5,2 l/100 km, come dichiarato, mentre la Golf 1.6 diesel TDI dichiara 3,8 litri ogni 100 km, invece i consumi sono pari a 5,83 l/100 km. “Fiat e Volkswagen, come abbiamo dimostrato nella nostra inchiesta, hanno creato false aspettative di risparmio e ingannato i consumatori con una pratica commerciale scorretta”, è la denuncia di Altroconsumo, che invita inoltre gli automobilisti a segnalare altri casi di vetture con consumi dichiarati discordanti da quelli effettivi.

Articolo redatto da Help Consumatori
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