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Marco Pannella: è ancora possibile sostenere la liberalizzazione delle droghe leggere?

Marco-Pannella  e droghe libere

 

Ieri Marco Pannella ci ha lasciati e ricordando il leader dei radicali fautore di tante battaglie sulla libertà dell’individuo, non possiamo non ricordare una delle sue ossessioni, la liberalizzazione del mercato delle droghe leggere. In tanti si sono chiesti se fosse giusto o sbagliato mettere sul libero mercato a prezzi calmierati ad esempio la marijuana partendo dal presupposto che trattasi di droga innocua ed al contempo, al pari di come si fa con le sigarette, se fumate in assenza di non fumatori, alla fine drogarsi è un fatto privato e non pubblico. Come dire se vuoi fare male alla tua salute liberissimo di farlo purché non arrechi danno al prossimo. Ma siamo sicuri che fumare cannabis non faccia male alla salute e siamo così certi che drogarsi non è un fatto solo privato ma si rischia di mettere a rischio anche gli altri?

Secondo la AAA Foundation for Traffic Safety che monitora il numero e la gravità di incidenti stradali negli USA, documentando bene ciò che si sostiene, nei recenti studi sugli incidenti automobilistici mortali in Washington DC, uno dei primi stati americani a liberalizzare l’uso della marijuana, si afferma che:

«Gli Incidenti stradali sono raddoppiati negli Stati americani che hanno recentemente legalizzato la marijuana»
«la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali che avevano recentemente consumato cannabis è più che raddoppiata: dall’8 al 17% tra il 2013 e il 2014»
«un conducente su 6 coinvolto in incidenti mortali nel 2014 aveva recentemente usato marijuana»

Possiamo dunque sostenere che fumare cannabis è fatto privato e non coinvolga gli altri? Alla luce di quanto studiato e analizzato, in ambito alla sicurezza stradale, restando solo in quel campo, si sarebbe visto che l’uso della marijuana sia causa efficiente di gran parte degli incidenti. Senza scervellarsi troppo, un dato pratico potrebbe venirci in soccorso. Tutti o quasi tutti gli arrestati in America alla guida dell’auto sotto l’effetto della marijuana non riuscivano a sostenere il semplice test di stare in piedi su di una sola gamba per almeno dieci secondi.

Forse i sostenitori della liberalizzazione della cannabis e delle droghe leggere dovrebbero essere ricercati fra coloro che sono rimasti coinvolti, senza colpa, in un incidente stradale dove alla guida v’era una persona che faceva uso di queste sostanze stupefacenti e bisognerebbe chiedere a queste vittime della strada se pensano davvero che la marijuana sia innocua e se il suo uso è questione privata… Poi bisognerebbe fare una capatina al cimitero cercando di intervistare coloro che hanno perso la vita a causa di uno scapestrato che si è messo al volante di un’auto sotto l’effetto di quelle sostanze… Ma dimenticavo, quest’ultimi non possono più risponderci!

Giuliano


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