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Crisi economica: Inghilterra taglia i sussidi ma aumenta le regalie al principe Carlo

Anestetizzati come siamo stati in questo periodo estivo, fra alte temperature e partite di calcio del campionato europeo, abbiamo di fatto staccato un po’ la spina dai soliti problemi di natura economica, basti vedere come gli stessi media hanno abbassato l’attenzione sui suicidi di massa di quelle persone che non riescono a venir fuori dalla crisi, al punto da far quasi passare inosservata una notizia che a noi italiani potrebbe interessare poco, ma visto che nonostante tutto siamo pur sempre europei, non potrà che farci ugualmente indignare sapere che in Gran Bretagna, dove si vive una recessione quasi paragonabile a quella italiana, il governo ha promesso e attuato tagli ai cittadini, mentre è rimasto del tutto indifferente nell’accordare un aumento delle spese personali del principe Carlo, costi a carico della collettività che lievitare indisturbate. Secondo la fonte ufficiale, Clarence House, che riporta annualmente i bilanci di spesa dei sovrani inglesi, le spese del principe ammonterebbero a ben 12 milioni di sterline, quasi 15 milioni di euro e per di più tali costi sono pure aumentati, da un anno ad un altro, di oltre 600 mila sterline e non è tutto. Per mantenere alto il tenore di vita della famiglia di Carlo, lo Stato paga due milioni e 200 mila sterline, circa, mentre l’anno scorso ne pagava un milione e 900 mila, un aumento che coincide con la richiesta di sacrifici fatti ai sudditi di Sua Maestà. Ciò che fa andare su tutte le furie le forze di opposizione del Paese che con l’occasione se la prendono anche con il premier David Camerun, è lo stridente diverso trattamento della classe dirigente con la popolazione, infatti ai cittadini britannici chiede continui sacrifici usando la mano pesante nel tagliar loro ogni sussidio ritenuto superfluo, mentre con l’altra largheggia in elargizioni riguardo ai viaggi, molti di piacere, misti ad ogni confort del principe Carlo e famiglia. Inferociti quanto mai sono soprattutto i politici appartenenti a Republic, una forza di opposizione che addirittura proclama l’abolizione, sic et simpliciter, della monarchia britannica che chiedono a gran voce ai cittadini di ribellarsi a queste sperequazioni sociali. A far da miccia a questo malcontento, proprio l’evidenza di questi privilegi di cui gode il principe Carlo e relativa consorte e figli, ma anche la recente proposta governativa che ha previsto la drastica riduzione dei sussidi per chi vive in aree urbane a basso costo della vita e non solo, che dire dell’eliminazione in toto dei sussidi per i giovani che cercano una casa in affitto o in acquisto, alla stregua del taglio dei sussidi per i disoccupati e per i neodiplomati. Se poi si sciorinano le cifre messe a disposizione dei regnanti inglesi in effetti c’è da adirarsi, si pensi che Carlo a spese dello Stato ha compiuto ben 804 viaggi all’estero, sbarcando in nazioni come Scandinavia, Sudafrica e Tanzania per citare solo qualche meta e Camilla non è stata da meno, si pensi ai suoi viaggi negli Stati Uniti, in Kuwait, rimanendo agli ultimi spostamenti, così come non si sono fatti mancare nulla neanche i figli, a partire da William a cui è stato regalato un viaggio a spese della collettività in Canada, mentre Kate si è accontentata dei più economici Caraibi. E fossero solo i viaggi a spese degli inglesi a fare inferocire i detrattori della monarchia sarebbe nulla in confronto alle altre spese cui vanno incontro i coniugi Carlo e Camilla. Una cifra forse basta a far rizzare i peli della gente comune. Nelle residenze reali sono state ospitate quasi 10 mila persone lo scorso anno alle quali è stato offerto di tutto e si è data ospitalità grazie alla pletora di personale di cui dispone la residenza reale costituita, per i soli alloggi del principe Carlo, da qualcosa come 135 addetti, nei quali ritroviamo camerieri in massima parte, ma anche giardinieri, autisti, addetti stampa e quant’altro possa tornare utile a questi aristocratici inglesi. Ma non è finita qui. E’ noto che la figlia di Carlo, la ancora per poco signorina Kate, visto che sta convolando a giuste nozze, spende una fortuna in abbigliamento, sempre a carico dei cittadini inglesi, ma dove sembra aver toccato l’apice dello sciupio è a proposito delle sue prossime nozze, dove pare impossibile fare un bilancio di previsione di quanto costerà alla collettività tale cerimonia nuziale della donna e se qualcuno chiede a Carlo spiegazioni, lui, candidamente risponde che, "Sarebbe scortese dichiarare le spese di uno sposalizio", alla stregua, a quanto pare, di come possa essere scortese far sapere l’enorme gruzzolo speso in vestiti dalla figlia. Eppurea c’è chi invece è riuscito a venire a capo di questa montagna di soldi sperperati in shopping vari, al punto che sembrerebbe che il costo del guardaroba di Kate ammonta a qualcosa come 35mila sterline pagate da Carlo. Diciamo pagate dal Principe con il benestare dei sudditi di sua Maestà che elargiscono a Carlo i famosi quasi 10 milioni di sterline all’anno per metterlo in condizione di ben figurare a pranzi e cene di gala, viaggi compresi. Insomma un mezzo scandalo che si consuma fra l’ira e l’indifferenza dei cittadini britannici, un po’ come avviene da noi di fronte ai costi della politica, se ne parla tanto, ma poi qualche partita di calcio in un clima torrido come quello di questi giorni, ci fa scordare il tutto. È proprio vero, paese che vai, malcostume che trovi.
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