Il nome è cambiato, da I.C.I, imposta comunale sugli immobili ad Imu, Imposta Municipale Unica, ma gli effetti sono più o meno gli stessi per i proprietari di case che si ritroveranno a pagare una tassa che cancella l’IRPEF sui redditi fondiari delle seconde case e l’ICI stessa.

E’ ovvio che nelle intenzioni del Governo che ha introdotto l’IMU sulle prime case nell’ambito della manovra per l’Italia, si è voluto dare uno strumento aggiuntivo ai Comuni al collasso dopo la chiusura di quelle risorse che consentivano agli Enti Locarli di poter gestire il bene pubblico. L’IMU è stata fissata con un’aliquota pari all’0,76%, ma ogni Comune può ritenere di variare l’imposizione agendo in alto o in basso, a seconda delle proprie necessità, fatto sta che tali variazioni non potranno mai superare lo 0,3%.

Si tratta di capire chi deve pagare l’IMU. La nuova tassa riguarderà la prima casa e gli immobili residenziali, oltre a quelli adibiti a commercio. I possessori di case date in affitto godranno di una detrazione pari al 50% dell’intera imposta. Gravati saranno anche quegli immobili adibiti ad attività artigianali, industriali, commerciali, adibiti ad uso professionale, uffici o capannoni. Solo per queste ultime attività lo Stato conta di far cassa, ricavando subito qualcosa come 740 milioni di euro. Resta ai Comuni la possibilità o meno di variare l’aliquota impositiva degli immobili commerciali.

La base imponibile parte sempre dalla rendita catastale, per desumerla basta effettuare una visura catastale che si può ritirare anche on line a cui si applica una rivalutazione “fissa” del 5% come avviene per l’ICI. All’importo desunto si dovrà aggiunge una sorta di moltiplicatore che è pari a 160 riguardo le abitazioni, il valore desunto rappresenta la base imponibile a cui applicare le aliquote IMU e le eventuali detrazioni di imposta. La scadenza per l’acconto IMU è per il mese di giugno Sempre più di frequente ormai siamo abituati a congelare i nostri prodotti alimentari, dalla carne agli avanzi, giù giù fino a basilico e cipolla. Effettivamente il processo di surgelamento ci permette di conservare davvero di tutto. O quasi… Alcuni alimenti, infatti, vanno consumati rigorosamente freschi, perché mal tollerano i tempi di congelamento. Eccone cinque.