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Liberalizzazioni: il bicchiere non è mezzo pieno, ma completamente vuoto!

Farmacia   Liberalizzazioni in salsa italiana. Sulla carta grandi annunci, nei fatti tutto cambia per restare tutto uguale o quasi. Anche Antitrust è d'accordo sull'analisi dei tanti che sono convinti che le liberalizzazioni attuate come siamo soliti fare in Italia siano più d'apparenza che di realtà. Tant'è che per bocca del suo presidente, Giovanni Pitruzzella si afferma che: E' necessario eliminare “quei privilegi normativi che ancora esistono e che in alcuni settori, dalle farmacie, alle concessioni, ai trasporti, al commercio al dettaglio, alle professioni regolamentate, bloccano la concorrenza e creano intollerabili forme di diseguaglianza”. La priorità dell’Agcm è quella di essere l’avvocato della concorrenza che con la sua azione deve portare a rapido compimento la legge annuale che nasce proprio da “una segnalazione dell’Autorità”. Con questo l'Antitrust non vuole affermare che nulla è stato fatto, ma che troppo poco è stato invece fatto! Se si vede il ddl concorrenza ci si accorge che il testo che lo regolamenta “contiene ancora rilevanti norme pro-concorrenziali, come quella che riguarda la piena liberalizzazione del mercato retail dell’energia”. Altri importanti settori “come le assicurazioni, i servizi professionali, il settore delle farmacie sono interessati dal processo di liberalizzazione. Una rapida approvazione della legge consentirebbe di avviare il processo per la presentazione di un nuovo disegno di legge in modo da dare attuazione alla periodicità annuale prevista dal legislatore per gli interventi di promozione della concorrenza”. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti non condivide la posizione di Pitruzzella evidenziando che il 91% dei volumi e il 92,3% in valore del mercato dei farmaci d’automedicazione è ancora saldamente in mano alle farmacie che detengono anche il 93% del mercato dei farmaci veterinari. Pochi numeri che, secondo il Movimento, al di là delle suggestioni corporative, descrivono meglio di qualsiasi parola di come la concorrenza nel settore delle farmacie abbia ancora molta strada da fare. Se a questi dati aggiungiamo anche che delle 2.500 farmacie promesse dalla legge Monti dopo ben quattro anni ne siano state aperte poche decine grazie ai ricorsi, abbiamo il quadro completo di un settore praticamente bloccato. Altro che liberalizzazione, proprio prendendo ad esempio quella delle farmacie capiamo bene il senso dell'espressione da parte dei liberi farmacisti quando parlano di bicchiere non mezzo pieno ma completamente vuoto a stigmatizzare come la lobby delle farmacie in Italia sia fortissima. Perché a forza di dare spazio a lobby e corporazioni l’ascensore sociale non solo è bloccato, ma inizia a scendere nei piani inferiori”, commentano in una nota. Approvare al più presto il ddl concorrenza potrebbe essere una priorità se esso contenesse norme atte ad ampliare effettivamente la concorrenza, le stesse che l’Autorità aveva indicato. “Perché credere che le cose potrebbero cambiare con la prossima legge per la concorrenza, se quella che si sta ancora discutendo è naufragata nelle sabbie mobili già nel Consiglio dei Ministri? La concorrenza in Italia è fatta solo a parole. Pochi hanno avuto il coraggio di farla diventare politica concreta, perché pochi, compreso il governo, hanno il coraggio di mettersi contro i poteri forti”. Giuliano Fonte: Help Consumatori contatori visite gratis
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