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Tracciabilità: addio contanti, ora per pagare il “pizzo” serve la carta di credito!

  Sembrano passati secoli da quando si vedevano in mano alla gente mazzette di banconote così voluminose da non dare la possibilità a chi le deteneva di chiudere la mano. Queste immagini, che potrebbero ormai ascriversi a qualche libro di storia antica, tenderanno sempre più a scomparire, visto che con la manovra finanziaria del premier Mario Monti, è stato stabilito un tetto di spesa pari a 1.000 euro, oltre il quale si dovrà obbligatoriamente pagare mediante moneta elettronica, bonifici o assegni. Il motivo di questo provvedimento, all’apparenza, è tutto volto al bene collettivo, costringendo i consumatori ad effettuare acquisti non in contanti ma con sistemi che lascino traccia dei pagamenti e dunque in questo modo si offrirebbe uno strumento in più per combattere l’evasione fiscale. Tutto giusto dunque? Forse, però qualcuno dimentica che Mario Monti nella sua carriera è sempre stato seduto accanto ai banchieri e questa decisione, presa in fretta e furia, sembrerebbe costruita ad hoc per le banche. Immaginiamo infatti che ghiotto business si apre ad istituti di credito e finanziarie varie. Da una parte al consumatore verranno richieste commissioni per le transazioni, dall’altra anche il commerciante, sottoposto a sua volta a commissioni, altro non farà che scaricare il balzello ai consumatori e così per il cittadino, la spirale degli aumenti, vuoi da un lato, vuoi dall’altro, non finirà più. Certo, si è premurato di far sapere il Monti nazionale, il provvedimento prevede conti correnti a zero spese destinati alle fasce di reddito più disagiate, come i possessori di pensioni minime o sociali, senza contare poi che per aumentare il numero di titolari di conti correnti, per i prossimi tre mesi il ministero dell'Economia si accorderà con Abi per la creazione di un conto corrente base, una carta di debito e costi trasparenti e comparabili facilmente. E allora che problema c’è, stante la massima tutela dei cittadini meno abbienti?  Il problema è che forse, siamo sempre alle solite. Immaginiamo quanti conti correnti, quante carte di credito in più circoleranno con questo sistema in Italia, se poi, per buttare fumo negli occhi agli italiani, si dice loro che se appartengono alle fasce povere avranno diritto a conti correnti e carte di credito agevolate, si rischia di finire persino nel grottesco. Il motivo? Facile ad intuirsi, vogliamo agevolare il pensionato con una pensione al di sotto dei mille euro al mese? Agevoliamolo pure, anzi, facciamo di più, offriamo servizi bancari e interbancari a prezzi stracciati o persino gratis (illusione). Vorremmo però tanto vedere un anziano pensionato impensierirsi alle prese con continui pagamenti oltre i mille euro di spesa, indeciso se usare un assegno, un bancomat, una carta di credito, un bonifico, oppure a sverginare la sua carta premium offertagli a costi vantaggiosissimi. Ma ci facci il piacere…. Tuonava Toto! Gli unici a guadagnarci anche questa volta saranno le banche e non la lotta all’evasione fiscale i cui evasori non si arresteranno di certo preoccupati da questi sistemi. Oltretutto una domanda nasce spontanea? Ma chi dovrà pagare il “pizzo”, dovrà farlo con la carta di credito?
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One Comment

  • Marco ha detto:

    Certamente una manovra che aiuta gli istituti di credito, quando mai gli operai potranno detrarre le spese dalla busta paga? Vedi idraulico, dentista, ecc…