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Economia: gli italiani stringono la cinghia fino a soffocarsi

Italiani funestati da inflazione, bassi stipendi, minori entrate in generale e minor potere d’acquisto delle proprie entrate. Il risultato? Semplice, consumi al ribasso che devono leggersi in ben 17,6 miliardi di euro in tre anni che in percentuale si assestano in oltre il 5%. E’ questo l’impietoso quadro stilato dalla Cgia di Mestre e divulgato dall’Adico, l’Associazione Difesa dei Consumatori. Nel totale dissesto economico all’interno del quale brigano le famiglie italiane, la maglia nera spetta alla regione Campania che ha diminuito i consumi per 2,82 miliardi di euro seguita dalla Lombardia con 2,64 miliardi di euro e dalla Sicilia con due miliardi di euro in meno. E in un’Italia contrassegnata dalle perenni contraddizioni spicca un dato in controtendenza rappresentato dal dato positivo di regioni come l’Abruzzo, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia Romagna dove si è assistito ad un aumento di spesa quantificato, rispettivamente, in 88,6 milioni di euro, 192 e 242, 2 milioni di euro. Un analisi prospettica per gruppo di regioni d’Italia ci palesa bene come quelle aree del Paese collocate al Centro Sud abbiano contratto quanto mai le spese dell’ 8 per cento e di come il dato sia ancor più significativo in Calabria e Campania, dove la diminuzione è stata del 7,7% e del 6,8%, con una contrazione individuale delle singole famiglie mediamente di 706 euro a nucleo familiare. Si tratta di capire quali sono le voci di spesa che più di altre sono finite sotto la scure della crisi economica del Paese. Si parte dal mobilio e dagli elettrodomestici che hanno registrato una contrazione in fatto di vendite pari al 9,3%, seguono gli alimentari e le bevande analcoliche con un meno 6,2%, seguite a loro volta dagli alcolici dove la diminuzione in fatto di consumi è stata del 5%, circa. Per quanto concerne i servizi, riduzione anche per i trasporti, dove si assiste ad un meno 4,8%. Un dato in controtendenza, ma che non rappresenta per nulla una contraddizione italiana, è quello relativo alle maggiori spese destinate al costo delle utenze, luce e gas in primis seguite dai mutui e dai canoni di locazione aumentati per le famiglie italiane del 3%, così come sono aumentate anche le spese per acquisto farmaci e presidi medici in generale. "La crisi economica scoppiata verso i primi mesi del 2008 – spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – ha avuto delle ripercussioni gravissime sui consumi. Con un numero sempre maggiore di disoccupati, di cassaintegrati e con la forte sfiducia che ha investito tutti i consumatori, abbiamo registrato una drastica riduzione delle capacità di spesa delle famiglie italiane che continua a condizionare negativamente l'economia del paese". Appare evidente – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – che per far ripartire i consumi bisogna mettere nelle condizioni le famiglie italiane di avere più soldi in tasca alleggerendo il carico fiscale e premiando le famiglie più numerose che sono state le più colpite dalla crisi economica. Giuliano Marchese
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