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Frecciarossa: se sei obeso stai a casa!

Si chiama Frecciarossa ed in effetti va come una saetta e, dunque, fra le altre qualità di questo treno superveloce deve esserci la snellezza, la dinamicità, insomma, come si può paragonare un treno che schizza come, appunto una freccia, con un pachiderma, al punto che i progettisti del Frecciarossa di Trenitalia, spinti dalla silhouette del convoglio si son dimenticati di prevedere che non tutti i passeggeri sono così flessuosi, slanciati e magri come l’idea che del treno si è voluta dare. Risultato, se sei obeso, il Frecciarossa non fa per te. Ed infatti, si sono scatenate le Associazioni dei Consumatori, Codici in particolare, che hanno denunciato un fatto davvero grave riscontrato in questo convoglio di Trenitalia. Ovvero, i posti a sedere sono stretti e non consentono a tutti di accedervi, insomma, se sei di taglia extralarge resti in piedi, come accaduto a quel viaggiatore obeso che si è fatto Roma-Bologna, un viaggio della durata di due ore e 22 minuti, in piedi perché nel suo posto non ci stava. Forse Trenitalia non lo sa, ma ciò che è successo è altamente discriminante, visto che gli impedimenti che incontrano i cittadini obesi sono di diversa natura, non in ultimo, denuncia Codici, "quello inerente la difficoltà di poter usufruire di un posto a sedere in treno o in aereo". "Anche questa è discriminazione - commenta Valentina Coppola, segretario provinciale Codici Roma - il nostro associato, pur pagando 59 euro di biglietto, si è visto obbligato a viaggiare in piedi con tutte le difficoltà del caso. E' inammissibile che nell'era dell'alta velocità e dei treni dagli alti sistemi tecnologici, Trenitalia non abbia ancora pensato di creare posti a sedere ad hoc per obesi o donne incinta e che i passeggeri over-size per viaggiare comodamente seduti siano costretti a prenotare anticipatamente, pagando ovviamente il doppio, un secondo posto adiacente al proprio". Conclude Coppola: "Trenitalia ha l'obbligo di garantire che tutti i passeggeri possano godere di un viaggio comodo e sicuro evitando inutili umiliazioni ai propri utenti, applicando quello che è sancito anche dall'art. 3 della nostra Costituzione: il principio di uguaglianza". L'associazione chiede a Trenitalia di garantire servizi adeguati collocando in ogni carrozza posti ampi da destinare alle persone in sovrappeso, a donne incinta, a chi ne facesse richiesta all'atto della prenotazione.
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One Comment

  • Samuele ha detto:

    A questo signore gli è andata anche bene solo 2 ore e 22, io sono un obeso di classe 3 e mi son fatto in una giornata 3 ore all’andata e 3 ore al ritorno in piedi sulla tratta
    (Firenze SMN – Napoli Centrale e ritorno) perche’ i sedili del frecciarossa erano piu’ che stretti IMPRATICABILI (naturalmente per il mio volume)
    e in piu’ 1 ora di regionali (sempre in piedi) Prato firenze-firenze prato.
    son stato a letto 2 giorni con il mal di gambe.
    è vergognoso!