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Immigrazione: così ci distruggerà!

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Diciamocelo e basta, il buonismo ad oltranza non serve soltanto alle organizzazioni malavitose per arricchirsi, non serve solo ad una certa politica schierata per creare sacche di elettorato e malaffare, non serve solamente agli intellettuali radical chic per le loro esternazioni, ma serve anche a molti di noi che, di fronte ad una religione come quella cristiana, sempre pronta a metterci all’angolo e ad additarci come peccatori ci fa sentire in colpa verso quella parte di mondo in guerra che chiede il nostro aiuto. E la nostra crisi economica che ci sta stritolando?  Tutto è niente di fronte a chi soffre e viene dall’altro lato del mondo e se pensiamo soltanto per un attimo che esistiamo pure noi e che così facendo rischiamo di farci travolgere dalla piena inarrestabile delle migrazioni, ecco subito l’etichetta. Razzismo, insensibilità alle altrui miserie e giù a sciorinarci dati ed evidenze del tutto false, ma nella confusione che si crea, è facile far passare per vera la menzogna, tutto per alimentare il calderone del falso buonismo a spese nostre e per noi le conseguenze sono e sopratutto saranno veramente drammatiche.

Cominciamo da quanto sta accadendo già dalle piccole cose. Guai a chiamare clandestino un immigrato, perchè sono tutti profughi, fino a prova contraria, come presunti assassini sono coloro che ancora con la pistola fumante in mano sono innocenti fino all’ultimo grado di giudizio, anche i clandestini sono profughi fino all’ultimo controllo, peccato che mediamente tale controllo duri non meno di 18/24 mesi se non di più e nel frattempo li si fa vagare per le città o in prossimità dei confini della nazione o ce li perdiamo per strada. Tutti rifugiati dunque?

Basta un rapido calcolo per accorgersi del contrario. Se stiamo dietro ai dati del Viminale, scopriamo che lo scorso anno han chiesto protezione internazionale nel nostro Paese 64.886 migranti. Posto che tutti i buonisti sappiano che hanno diritto a chiedere questa misura in questo momento solo i provenienti da tre nazioni, Somalia, Siria e Eritrea e che rispettivamente i richiedenti asilo provenienti da questi Paesi sono stati di 812 per la Somalia, 505 per la Siria e 480 dall’Eritrea, sempre secondo il Viminale, la domanda è, chi aveva davvero motivo di restare in Europa? Appena 1.797 richiedenti asilo su 64.886 migranti sbarcati e gli altri 63.089 cosa sono? Clandestini! O se il termine è troppo duro per i buonisti di turno, migranti economici.

Ma quali profughi… Sono quasi tutti clandestini

Secondo i dati del Ministero dell’interno, coloro i quali lo scorso anno sono sbarcati in Italia, provengono da: Nigeria (10.138 richieste), Mali (9.771 ), Gambia (8.556), Pakistan (7191), Senegal (4.678) e Bangladesh (4582). Insorgessero pure i buonisti ad oltranza sostenendo che anche in questi Paesi ci sono guerre e conflitti, ma se seguissero meglio le vicende internazionali saprebbero che né in Gambia, né in Pakistan così come nel Senegal e nel Bangladesh vi sono conflitti tali da giustificare certi esodi biblici. La Nigeria che ci invade con il maggior numero di emigranti fa leva sulla sensibilità degli occidentali sostenendo le tensioni registrate nella Nazione. Ebbene la Nigeria che è grande tre volte più dell’Italia e ha una popolazione pari quasi al triplo della nostra, vede conflitti in una piccola parte della Nazione che è una regione posta nel Nord Est dove esistono sacche di violenza, a causa dell’offensiva dei Boko Haram, ma quasi esclusivamente a danno dei cristiani ed invece da noi arrivano sopratutto i musulmani, la religione che conta più del 51% di seguaci sulla popolazione della Nigeria. Insomma, che vengono a fare in Europa i musulmani nigeriani che non vengono perseguitati?

Parliamo del Mali, secondo Paese per numero di migranti approdati da noi lo scorso anno. Ha una superficie pari a quattro volte l’Italia e nonostante i suoi pochi abitanti, ha una popolazione di 14 milioni di persone, registra il dato più numeroso di sbarchi dietro la Nigeria. Non risulta che nel Mali ci sia alcuna guerra, solo focolai che risentono della crisi scatenata dagli islamici dopo che è stato fatto fuori Gheddafi. Eppure dal Mali sbarcano numerosi! Dal Gambia, come visto, sono giunti 8.556 migranti che non scappano da nessuna guerra, è lo stesso Ministero degli Affari Esteri che lo conferma nel proprio sito: alla voce sicurezza. Il Paese può considerarsi, in linea generale, relativamente sicuro, soprattutto nelle vicinanze delle strutture turistiche nei pressi della capitale, situate lungo la costa atlantica. In Pakistan, da dove sono giunti 7.191 migranti, non v’è nessuna tragedia epocale, lo stesso sito del Ministero menziona fenomeni terroristici a macchia di leopardo nel Paese e tensioni locali generiche. Dal Senegal lo scorso anno sono giunti 4.678 migranti, eppure il Senegal è afflitto da sporadici fenomeni di terrorismo e delinquenza per altro ritenuta nei limiti della situazione interna del Paese. Anche in questo caso, nessuna guerra che giustifichi tali esodi. Infine il Bangladesh con i suoi 4582 richiedenti asilo, essendo nelle medesime condizioni degli Stati appena visti, non presenta nessuna tragedia epocale che ne giustifichi l’esodo di massa dei suoi abitanti. Persino sui veri profughi ci sarebbe da obiettare, ma prendiamo per buono almeno quei dati che ci sciorinano.

Grazie alla propaganda che i falsi buonisti esercitano su coloro che credono alle loro menzogne, sempre tornacontiste, si scopre che se non vogliamo essere etichettati tutti come spietati razzisti dovremmo prendere esempio dagli altri, dove per altri stanno quei Paesi posti nel Medio Oriente che accolgono frotte di immigrati. Ma anche queste sono fandonie, questi Paesi non accolgono nessuno, vedi l’Arabia Saudita che è molto più dura nell’accoglienza di quanto lo sia la Francia in questi giorni. Chi accoglie immigrati in massa, come accade al Libano, ha un unico scopo, trovare proseliti da aggregare ai gruppi Jihadisti.

Poveri immigrati che scappano dalle guerre e dalla miseria!

Guardate queste due foto

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L’una rappresenta i veri profughi del Vietnam, l’altra

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i richiedenti asilo che protestavano qualche settimana fa per la mancanza del Wifi, di pasti non adeguati ai loro gusti, della distanza fra il ristorante e il centro che l’accoglieva e queste lamentele fra i migranti sono continue. E’ possibile che chi scappa dalla fame e dalla guerra si presenti così ed abbia queste pretese appena messo piede sul suolo italiano, o c’è qualcuno che li fomenta?

La colpa è dell’Occidente cattivo nei confronti degli africani

A parte che la maggior parte di questi Paesi ha ottenuto l’indipendenza da più di 50 anni, poi, sarà anche vero che l’Occidente sia cattivo, salvo accorgersi che, gratta, gratta, è l’Occidente che ha sborsato in mezzo secolo migliaia di miliardi di dollari in aiuti. Ma la domanda sorge spontanea, se gli pseudo profughi esercitassero al loro Paese la stessa energia che hanno dimostrato nel tentativo di varcare i confini con la Francia, non potrebbero avere la speranza di un futuro migliore in terra loro, assicurando un futuro migliore alle loro famiglie, anzicchè avventurarsi in questi viaggi della speranza lasciando da soli e in pericolo i propri cari? Se poi l’Occidente è così “cattivo” perché i migranti non raggiungono la Cina che oggi si sta arricchendo con le risorse africane? Possibile che dobbiamo far passare tutti quegli italiani che si oppongono alle migrazioni selvagge come razzisti spietati? Possibile che non vi sia nessun’altra chiave di lettura per spiegare il vero motivo che sta alla base di questi fenomeni che sono ben lungi dalla fame e dalle guerre?

Le tante contraddizioni

Si dice sempre che i profughi affrontano viaggi sui barconi pagati a caro prezzo. Ma delle due l’una. O non è vero che nei loro territori scappano dalla fame, se solo si considera che il costo della traghettata è così elevato da rendere impossibile sostenerlo, visto il reddito pro capite di questa gente, oppure quelli che scappano non fuggono dalla fame ma da altre motivazioni. E di motivazioni vere, al di là di quelle struggenti create ad arte per fare breccia sulla nostra tolleranza e sul nostro cuore sono tante. La prima, sfollare gente locale da quelle zone del Paese interessate da motivi economici tali da evitare che nel tempo troppi giovani possano creare conflitti che potrebbero minare gli interessi di multinazionali insediatesi nei decenni nei loro territori. Altra motivazione. Far andar via gli indesiderabili dal loro Paese, magari perchè adusi a delinquere. Un’altra motivazione e se possibile più bieca la leggiamo nei verbali delle intercettazioni telefoniche riguardanti mafia capitale. Se il traffico di clandestini rende più del traffico di stupefacenti, dobbiamo immaginare quante organizzazioni malavitose come la mafia si siano tuffate in questo inedito business. Non serve che sia il migrante a pagare il viaggio, a farsi carico della trasbordata, può farlo benissimo la mafia, che esercita controllo sul territorio e crea proseliti fra queste persone, abbagliandoli con la possibilità di un futuro certo e sereno e, soprattutto, creando i presupposti in Italia affinché il loro soggiorno sia ai massimi livelli di confort, vedi alberghi a quattro stelle, prestazioni sanitarie gratuite e libertà per il profugo di fare quello che gli pare. Guarda caso, in Italia sbarcano in larga misura maschi e in giovane età, come abbiamo appena visto. Una volta giunti in Italia inizia il business sulla loro pelle. Che anche una certa politica italiana sia complice in tutto ciò, lo si potrebbe desumere anche dalla necessità di creare sacche clientelari proprio grazie a quei posti di lavoro che la continua emergenza profughi ha reso necessari.

L’immigrazione: un’arma silenziosa per distruggere l’Europa

Se non proviamo a svegliarci e cominciamo ad essere fermamente critici verso la politica della sinistra e della Chiesa, molto presto verremo schiacciati irreversibilmente dall’impeto che sta assumendo questa immigrazione, che più che immigrazione è pura e semplice invasione, con conseguenze drammatiche per noi italiani, molto più di quanto si stia subendo adesso. I nemici che tramano contro di noi sono l’ONU e quella parte di Europa che persegue il progetto folle dello scrittore filosofo Kalergi, il quale teorizzò e auspicò con largo anticipo quanto sta avvenendo oggi in Europa e per quanto ci riguarda in Italia. Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere. Ecco la necessità, secondo Kalergi di abolire il diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Affinché l’Europa sia dominabile dall’élite, i popoli omogenei dovranno trasformarsi in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. Insomma dei meticci cui egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite. Via la democrazia attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Senza uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massa.

A questo punto qualcuno dirà che Kalergi era un pensatore, un filosofo con le sue idee ma le cui teorie saranno defunte con lui stesso più di 40 anni fa… Macchè, nel 2010 la Società Europea ha assegnato alla Cancelliera Federale Angela Merkel ( quella che ci impartisce i compitini per casa ) il premio europeo Coudenhove-Kalergi, motivazione del premio, guarda caso, l’essersi distinta più degli altri nel perseguire il piano Kalergi e che dire del Premio europeo il 16 novembre 2012 conferito al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy per festeggiare i 90 anni di vita del movimento Paneuropeo nato proprio dalle idee di Kalergi?

Vogliamo adesso parlare dell’Onu?

Quante volte abbiamo sentito l’ONU incitare l’Europa ad accogliere immigrati? Ma l’ONU fa di più, si prende la briga di interessarsi anche dell’Italia. Ebbene, le Nazioni Unite prospettano di “rimpiazzare” l’Europa ed in particolare l’Italia che invecchia con un massiccio afflusso di immigrati dall’Africa e dall’Asia. Insomma, non si fanno politiche per le famiglie italiane affinché possano essere incentivate a fare più figli, si preferisce ancora una volta ricorrere agli immigrati quasi sempre giovani, oppure madri incinte, ovviamente stuprate mentre si dirigevano da noi, che messo piede nel nostro Paese, molto probabilmente si stabiliranno in Italia, dal nord al sud della Penisola. Questi dovranno convivere con la popolazione autoctona e saranno molto più prolifici degli italiani. Di conseguenza in un arco medio di tempo, l’Italia degli italiani si trasformerà in un insieme di razze, culture, religioni dove tra quarant’anni ci sarà un nucleo di italiani che non saranno più la maggioranza della popolazione. Secondo l’ONU nel volgere di soli 35 anni nel nostro Paese ci saranno 26 milioni di immigrati, oggi ne abbiamo 5 milioni. Eppure, sia l’ONU che i teorici del piano Kalergi sanno bene che in Italia ci sono 12 milioni di poveri e una disoccupazione giovanile pari al 40%. E’ proprio questo quello che si voleva. Creare una crisi ad arte, schiantare economicamente l’Italia, farla sprofondare nel baratro della miseria, poi, anzicchè studiare misure per risollevarla, completare l’opera facendola invadere da frotte di immigrati. Per indorare la pillola e indurci a farlo, senza protestare, esercitare tutto il potere mediatico possibile ed immaginabile, emarginando il pensiero contrario, come volgare razzismo e fascismo, complice una stampa e una sinistra buonista, affinchè chi provi ad obiettare tali deliranti disegni sociali, si debba sentire in cuor suo un insensibile e volgare razzista.

Una volta raggiunto l’obiettivo, che come vediamo si sta compiendo in brevissimo tempo, si destabilizzerà ogni equilibrio sociale, si creeranno nuove sacche di povertà in competizione fra di esse, il costo del lavoro si abbasserà sempre di più, come già sta accadendo in molte aree agricole del Mezzogiorno d’Italia, creando competizione fra i nuovi poveri e l’elite si avvantaggerà di questa situazione divenendo più ricca e potente che mai. Da qui a fare digerire ad una massa informe di popolazione tutto ciò che ci verrà ammannito in nome dell’integrazione il passo è molto breve. Del resto guardate le agende del nostro governo di questi ultimi tempi. L’immigrazione è un problema ben gestito, secondo la sinistra, anzi, non v’è nessun allarme, dunque ci si può occupare di altro, gli immigrati invece che invasori vengono definiti “risorse”, le urgenze economiche sono tutte destinate a loro, gli italiani si preferisce lasciarli nel loro stato di indigenza e anzi si tartassano sempre di più, la proprietà privata viene persino messa in discussione, è uno dei temi recenti della Chiesa, di Papa Francesco e del Vaticano, dove ricordiamo vige il reato di immigrazione clandestina, gli immobili di proprietà è auspicabile che vengano condivisi con gli immigrati, i pensionati accolgano un immigrato in casa, soprattutto le seconde case, sarebbe bene concederle in comodato d’uso agli immigrati,  anche se gli italiani ci pagano fior di tasse. Le organizzazioni benefiche, come la Caritas, nonostante siano sponsorizzate dal Vaticano, sono pagate anche dagli italiani che si ritrovano a sobbarcarsi costi enormi al grido “aiutiamo chi scappa dalla fame e dalla guerra”. Nell’agenda del Governo non traspare mai convintamente il tema della sicurezza, basti pensare ai rischi che si corrono prendendo un treno oggi in Italia, anzi, più sbando si crea nelle città, più confusione si sortisce, più facile è domani elargire qualche contentino capace di soddisfare qualche elementare bisogno nel clima di rassegnazione e sopportazione che avranno generato in noi, insieme al torpore derivante dalle loro folli ideologie dalle quali non potremo mai più risvegliarci.

Conclusione

Non crediamo più alle fandonie di chi ci governa, cominciamo a pensare che oltre al numero di profughi reali che scappano dalla guerra, non esiste più nessun altro che meriti più la nostra accoglienza e per giunta così tanto indiscriminata. Il rischio vero, reale, palpabile, serio e concreto, è che siano gli italiani a fuggire dall’Italia per le misere e pericolose condizioni cui ci avranno messi quelli che oggi fanno i buonisti ad oltranza e invocano per noi il perdono per non essere capaci di comprendere gli altrui disagi, mentre in testa hanno un piano di distruzione di massa dei nostri valori, delle nostre tradizioni, del benessere che avevamo in qualche modo raggiunto, della nostra cultura e della nostra civiltà. Noi saremo costretti al silenzio!

Giuliano

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